Marco D’Amore si trasforma in protagonista romantico a Taormina

Di Lorenzo Frisia ·6 min di lettura
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Il famoso attore Marco D’Amore, noto per il suo ruolo di Ciro l’«Immortale» nella serie TV Gomorra, è al Festival Internazionale del Cinema di Taormina con la sua nuova commedia romantica intitolata *Piccolo miracolo*. Il film si svolge in un contesto molto diverso rispetto a quello che il pubblico ha visto finora, mostrando l’attore in una luce nuovamente sorprendente.

Davide: un personaggio complesso e malinconico

In Piccolo miracolo, Marco D’Amore interpreta Davide, figlio di un palazzinaro volgare che gli affida il compito di demolire un palazzo per costruire una residenza lussuosa. Davide, però, incontra Greta Scarano, una non vedente che abita nel palazzo e si rifiuta di andarsene. La commedia romantica diretta da Tiziana Rocca e Guido Chiesa nasce dal romanzo *La grazia del demolitore* scritto da Fabio Bartolomei.

Un percorso artistico tra dramma e romanticismo

D’Amore ha sempre interpretato personaggi fortemente segnati dalla sofferenza, come Ciro l’«Immortale» nella serie Gomorra. Ma ora si trasforma in Davide, un giovane malinconico che cerca di trovare il proprio posto nel mondo. «In una chiave così definitiva, sì. Mi era capitato in altri film che però avevano cupezza, o il giallo del thriller o del dramma sociale», spiega D’Amore, affermando che questo è il suo primo ruolo romantico.

La fiducia dei produttori e la ricerca della verità

Il film ha ricevuto molte attenzioni grazie alla presenza di Edoardo Leo e Nicoletta Micheli come produttori, nonché del regista Guido Chiesa. «Sono stato agevolato dalla fiducia di chi mi ha voluto», rincara D’Amore.

Greta Scarano, interpretando una non vedente che vive nel palazzo destinato alla demolizione, approfondisce il tema della cecità e la sua relazione con l’illusione e la ricerca della verità. «La cecità ha a che fare con la grande letteratura», dichiara Scarano.

Un personaggio indefinito in cerca di sé stesso

D’Amore interpreta un giovane indefinito, in cerca dell’autorità e del proprio ruolo nella vita. Davide si rende conto che «non ci può essere altro autore che sé stesso» e decide di affrontare i suoi limiti e le sue debolezze per trovare il coraggio necessario.

Un amore silenzioso e malinconico

Il film è un’opera d’arte che lascia spazio alla riflessione sull’amore, descrivendo un sentimento di cui si sente solo il profumo, mai manifesto. Questo aspetto della storia incita lo spettatore a immaginare un futuro per i personaggi.

Un legame con Ciro l’«Immortale»

D’Amore riconosce che entrambi i ruoli hanno in comune la malinconia, ma prospetta anche una differenza significativa: «Provo a non essere mai ultimativo o intransigente rispetto alla natura umana che interpreto. La bellezza del film è di lasciare la porta aperta su un futuro che lo spettatore deve immaginare».

La figura paterna e l’autrice Vanessa Casu

Anche il personaggio di Davide ha una relazione conflittuale con suo padre, un palazzinaro volgare. Questa situazione contrasta con i valori del protagonista e le sue scelte. Per prepararsi al ruolo, D’Amore ha vissuto intensamente con Vanessa Casu, una ragazza cieca che firma e interpreta due canzoni nel film.

L’impegno civile di Greta Scarano

Greta Scarano è conosciuta per il suo impegno in temi sociali come l’autismo. Nel film si confronta nuovamente con la disabilità, approfondendo i suoi aspetti legati alla ricerca della verità e alle difficoltà che gli altri le pongono intorno.

La riscoperta del teatro di Toni Servillo

D’Amore parla anche delle sue origini nel teatro, dove ha imparato l’importanza delle scelte artistiche. Ricorda il suo percorso con Toni Servillo, che ha iniziato come interprete prima di diventare un famoso attore italiano.

L’influenza del padre e la sua decisione drastica

Il ruolo di Davide è stato influenzato dalla figura paterna, un uomo volgare che si oppone alle sue scelte. Questo conflitto riflette il rapporto con suo padre reale, che ha temuto per le condizioni precarie del figlio e lontano dal teatro.

La vita bohémienne di D’Amore a Milano

Dopo aver abbandonato la Sicilia natale, Marco D’Amore si trasferisce a Milano per studiare recitazione. Vive in un quartiere multietnico e molto pericoloso con altri studenti di teatro.

Influenza della commedia all’italiana

D’Amore ammette che la commedia all’italiana ha avuto un ruolo importante nella sua formazione artistica. Ricorda il suo amore per i film come C’eravamo tanto amati di Ettore Scola e altri classici del genere.

Il debutto romantico a Taormina

La commedia Piccolo miracolo, diretta da Tiziana Rocca, ha avuto la sua prima anteprima al Festival Internazionale del Cinema di Taormina il 9 giugno 2023. Il film poi entra nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 25 giugno dello stesso anno.

Un omaggio ai nonni

D’Amore dedica la sua interpretazione a suo nonno Ciro Capezzone, un attore che ha vissuto l’insoddisfazione di non poter vivere appieno il proprio sogno. Questa figura è stata una grande ispirazione per Marco nel decidere di perseguire le sue ambizioni artistiche.

La scelta drastica e la passione per il teatro

D’Amore racconta che l’ostacolo più grande alla sua carriera è stato la mancanza di supporto da parte dei suoi genitori, i quali temevano le condizioni precarie del mondo artistico. Tuttavia, questo ostruzionismo ha alimentato ancora di più la sua passione per il teatro.

Il primo successo a Milano

Dopo aver lasciato Caserta per studiare recitazione a Milano, D’Amore inizia una vita bohémienne insieme ad altri studenti. Questa esperienza ha dato forma alla sua carriera e alle sue scelte artistiche.

Il ruolo di Davide come esempio

D’Amore vede il suo personaggio come un esempio del percorso che sta seguendo nella vita. «Sono stato agevolato dalla fiducia di chi mi ha voluto», spiega, riconoscendo la sfida e l’opportunità offerte dal film.

La riscoperta della propria identità

Il personaggio di Davide rappresenta il percorso di un giovane che cerca di scoprire chi è realmente. D’Amore interpreta questo ruolo con passione, mostrando la malinconia e l’insicurezza tipiche dei giovani in cerca di sé stessi.

Il debutto romantico a Taormina

La prima anteprima del film Piccolo miracolo si è tenuta al Festival Internazionale del Cinema di Taormina il 9 giugno 2023. Dopo questa presentazione, il pubblico potrebbe vedere Davide in sala cinematografica dal 25 giugno dello stesso anno.

Una storia che lascia spazio all’immaginazione

Il film finisce con una porta aperta su un futuro imprevisto per i personaggi. Lo spettatore è invitato a immaginare come potrebbero evolversi le loro storie.

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