Stretta sui “furbetti del diesel”: la Polizia Stradale scopre chi manomette i sistemi anti-inquinamento

Di Alessandro Torrisi ·4 min di lettura

Per chi ha scelto di “ritoccare” la propria auto per ottenere più prestazioni o risparmiare qualche spesa in officina, i tempi d’oro stanno per finire. La Polizia Stradale, infatti, ha introdotto nuovi strumenti diagnostici portatili in grado di scovare in pochi minuti le manomissioni ai sistemi anti-inquinamento delle vetture, come le valvole EGR, i filtri antiparticolato DPF o FAP e i sistemi AdBlue. Una vera rivoluzione nei controlli su strada, che renderà molto più difficile sfuggire alle verifiche.

La notizia, anticipata da Automoto.it, spiega come questi nuovi dispositivi si colleghino direttamente alla presa OBD (On-Board Diagnostics) del veicolo, la stessa utilizzata nelle officine per analizzare i parametri del motore e rilevare eventuali anomalie. In pochi minuti, gli agenti potranno capire se un’auto è stata modificata o se i valori registrati rientrano nei limiti previsti dalla casa madre. Tutto questo senza la necessità di portare il mezzo in officina o effettuare controlli lunghi e complessi.

Perché qualcuno disattiva i sistemi anti-inquinamento

Negli ultimi anni, è diventata una pratica piuttosto diffusa – seppur illegale – quella di disattivare o rimuovere i sistemi di riduzione delle emissioni. Molti automobilisti lo fanno nella speranza di migliorare le prestazioni, ridurre i consumi o evitare costosi interventi di manutenzione.

Le valvole EGR e i filtri antiparticolato (DPF o FAP), infatti, tendono a sporcarsi facilmente, soprattutto se il veicolo viene utilizzato prevalentemente in città o su tragitti brevi, condizioni in cui la “rigenerazione” dei filtri non avviene correttamente. Il risultato? Spie accese, prestazioni ridotte e riparazioni costose. Alcuni meccanici senza scrupoli propongono allora la “soluzione facile”: disattivare il sistema tramite software o rimuoverlo fisicamente.

Tuttavia, si tratta di un’alterazione illegale che modifica le caratteristiche omologate del veicolo e aumenta in modo significativo le emissioni di sostanze inquinanti. Fino a oggi, scoprire queste modifiche era complicato, ma con i nuovi strumenti in dotazione alla Stradale, le cose cambiano radicalmente.

Controlli diretti e sanzioni severe

Gli automobilisti che hanno “giocato” con centraline, filtri e valvole farebbero bene a correre ai ripari. L’articolo 78 del Codice della Strada punisce chi circola con un veicolo modificato rispetto alle caratteristiche di omologazione con multe da 430 a 1.731 euro, oltre alla possibile sospensione della carta di circolazione. Nei casi più gravi, il mezzo può essere sottoposto a fermo o sequestro.

Ma non è tutto. In caso di incidente, un’auto alterata può comportare la decadenza della copertura assicurativa: se il veicolo non rispetta i parametri indicati in sede di omologazione, la compagnia può rifiutarsi di pagare i danni. In pratica, una manomissione che sembrava “innocua” può trasformarsi in un incubo legale ed economico.

La svolta della Polizia Stradale

Con la nuova dotazione tecnologica, la Polizia Stradale potrà eseguire controlli rapidi e mirati direttamente ai bordi della strada o nei posti di blocco, senza dover smontare componenti o affidarsi a lunghe perizie tecniche. Si tratta di un passo avanti importante nella lotta alle frodi ambientali e alla manutenzione illecita dei veicoli, due problemi che negli ultimi anni hanno assunto proporzioni notevoli.

Le autorità puntano a migliorare la qualità dell’aria e a scoraggiare comportamenti che, oltre a essere illegali, danneggiano la salute pubblica e l’ambiente. Le manomissioni dei sistemi anti-inquinamento, infatti, aumentano in modo significativo le emissioni di particolato, ossidi di azoto e altre sostanze tossiche.

Ne vale davvero la pena?

Di fronte a multe salate, rischi assicurativi e possibili procedimenti penali, la domanda sorge spontanea: vale davvero la pena barare? Gli esperti rispondono di no. Le moderne auto diesel, se mantenute correttamente, possono garantire prestazioni e durata eccellenti anche con tutti i dispositivi ambientali attivi.

Con i nuovi strumenti della Polizia Stradale, i “furbetti del diesel” avranno vita sempre più difficile. E per chi finora ha pensato di poterla fare franca, è arrivato il momento di capire che la vera convenienza non è nella scorciatoia, ma nel rispetto delle regole — e dell’aria che si respira.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *