La Lunga Storia della Centralizzazione dell’Informazione
Un filo conduttore lega le tavolette d’argilla dell’antica Mesopotamia ai moderni data center: la costante tensione tra la promessa di libertà offerta da ogni nuovo mezzo di comunicazione e la sua successiva concentrazione nelle mani di pochi. È da questa dialettica che prende le mosse “La Fiamma e l’Incendio”, l’opera di Francesco Saverio Vetere che ripercorre la genealogia dei media attraverso cinque millenni di storia.
Il saggio, pubblicato da USPI Editore, si articola in sette capitoli e adotta un approccio triplice, analizzando gli aspetti materiali, economico-istituzionali e simbolici di ogni innovazione comunicativa. L’autore riesce a bilanciare rigore accademico e un ritmo narrativo coinvolgente, evitando un approccio eccessivamente tecnico o specialistico.
Dalla Stampa al Digitale: Un Ciclo Inesorabile
Ogni svolta tecnologica, dall’invenzione dell’alfabeto alla stampa a caratteri mobili, dal telegrafo alle piattaforme social, viene presentata come un’opportunità di apertura, seguita però da nuove forme di controllo e recinzione. Vetere sottolinea come, ad esempio, l’avvento della stampa, pur democratizzando l’accesso alla conoscenza, portò rapidamente alla nascita di monopoli editoriali e alla censura. Analogamente, l’era digitale, con la sua promessa di informazione libera e decentralizzata, ha visto l’emergere di colossi tecnologici capaci di controllare flussi informativi e dati personali.
Questo schema ricorrente evidenzia una dinamica costante: l’innovazione tecnologica crea nuove possibilità, ma queste vengono spesso cooptate da interessi economici e politici, portando a una progressiva centralizzazione del potere informativo. Si pensi, ad esempio, all’evoluzione dei social media. Inizialmente concepiti come strumenti per connettere le persone e favorire la condivisione di idee, sono diventati piattaforme dominanti, soggette a critiche per la diffusione di notizie false, la manipolazione degli utenti e la raccolta massiccia di dati.
L’Intelligenza Artificiale: Una Nuova Frontiera
L’ultima parte del libro è dedicata all’intelligenza artificiale generativa, un campo in rapida evoluzione che presenta sia opportunità che rischi. Vetere mette in guardia contro il potenziale “incendio” ecologico e cognitivo che potrebbe derivare da un utilizzo incontrollato dell’IA, sottolineando l’importanza di adottare politiche “by design” che ne regolamentino lo sviluppo e l’impiego. L’autore analizza l’AI Act dell’Unione Europea, le metriche per la misurazione dell’impatto ambientale dei sistemi di IA e le sperimentazioni sull’edge-AI, collegandole a precedenti storici di regolamentazione dei media.
Un’Opera Interdisciplinare e Pratica
Il libro si distingue per la sua ampiezza documentaria, grazie alle bibliografie ragionate che costituiscono un prezioso strumento per studenti e ricercatori. L’approccio interdisciplinare, che combina storia istituzionale, media-archeology e sociologia delle infrastrutture, offre una prospettiva originale e approfondita. Ma soprattutto, l’opera si caratterizza per la sua spendibilità pratica, proponendo soluzioni concrete come la creazione di data commons, l’adozione di indici di sostenibilità informativa e la promozione di laboratori di “lettura lenta”.
Nonostante l’ampio respiro cronologico, il libro presenta alcune limitazioni, come un’impronta marcatamente euro-centrica. Tuttavia, questo non ne diminuisce il valore, anzi, apre la strada a futuri approfondimenti comparativi. In un momento in cui l’entusiasmo per i modelli generativi convive con il timore di deepfake e monopoli digitali, “La Fiamma e l’Incendio” offre una bussola preziosa per orientarsi nel complesso panorama dei media. L’opera di Vetere ci ricorda che il fuoco dei media può illuminare o incendiare, e che la scelta dipende dalle strutture che costruiamo intorno alle sue scintille.