Il 1º luglio prossimo l’Irlanda assumerà la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, un ruolo che metterà alla prova le sue capacità di paese tradizionalmente neutrale con una dotazione militare limitata. Gli esperti si chiedono se il Regno degli Irlandesi sia pronto a garantire la sicurezza delle importanti riunioni dell’UE e della sua infrastruttura critica.
Il test del presidente Zelenskyy
Un episodio avvenuto durante una visita di Volodymyr Zelenskyy, il presidente ucraino, a Dublino l’ultimo dicembre ha gettato un brutto sospetto. In quell’occasione, cinque droni non identificati furono individuati lungo il percorso di volo dell’aereo del leader ucraino, anche se era presente una nave militare irlandese incaricata di sorvegliare l’area. "Questi eventi dimostrano che le visite di alto profilo rendono vulnerabili i paesi", ha spiegato Barry Andrews, europarlamentare irlandese dell’Europa Rinnovata.
Sfide e rischi del ruolo
La presidenza irlandese sarà caratterizzata da molte riunioni importanti, tra cui la conferenza della Comunità Politica Europea e 22 incontri ministeriali informali. La responsabilità di assicurare la sicurezza dei leader visitatori e delle infrastrutture critiche peserà su un paese che per decenni ha controllato la propria sicurezza affidandosi alla posizione geografica isolata e al neutralismo militare.
I limiti della difesa irlandese
La spesa per la difesa dell’Irlanda è tra le più basse all’interno dell’UE, con soltanto il 0,2% del PIL riservato alla sicurezza nazionale nel 2025, contro una media comunitaria di 2,1%. Questo scenario si pone in un contesto in cui i governi europei sono sempre più preoccupati per le minacce cyber e la propaganda russa legata al conflitto in Ucraina.
Un paese bersaglio?
Esperti di sicurezza ammoniscono che il ruolo di presidenza dell’UE potrebbe rendere l’Irlanda un bersaglio per chi vuole screditare sia Dublino che l’intero blocco europeo. "Nessun paese in Europa è al sicuro dalle attenzioni russe", ha dichiarato la capogruppo di Alleanza Progressista dei Democratici d’Europa Kaja Kallas durante una visita a Dublino il 9 giugno.
Gli anni del negligente
Senatori irlandesi hanno sollevato le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale per anni, spingendo i governi ad attivarsi. Il senatore indipendente Gerard Craughwell, ex militare britannico e irlandese, ha affermato che il paese è arrivato "a un punto di svolta" dovuto all’abbandono della difesa nazionale da parte delle amministrazioni precedenti.
Preparazioni e adattamenti
Dublino ha allocato 1,5 miliardi di euro per la sicurezza nel proprio bilancio attuale ed è stato approvato un piano di cinque anni che prevede una spesa di 1,7 miliardi di euro per migliorare le risorse e i dispositivi militari. Inoltre, l’Irlanda ha aggiornato il proprio accordo di sicurezza con il Regno Unito, che include la cooperazione contro droni e la sicurezza marittima.
Priorità alla difesa
Il ministro degli Esteri e della Difesa Thomas Byrne ha dichiarato al POLITICO che "la difesa sarà una delle nostre priorità principali". La politica del paese è di agire come un broker onesto rappresentando gli interessi comuni dei membri dell’UE, la maggior parte dei quali fa parte della NATO.
Il dilemma russo-ucraino
Secondo il programma di presidenza pubblicato da Dublino l’16 giugno, l’Irlanda si impegna a promuovere diversi iniziative difensive e di sicurezza strategica. Tuttavia, contrariamente ad altri paesi europei, la politica irlandese verso Kyiv è limitata all’assistenza militare non letale e al supporto umanitario.
La spalla NATO?
Il ministro della Difesa Helen McEntee ha ribadito che "l’Irlanda riconosce l’importanza di rafforzare le proprie capacità difensive mentre contribuisce significativamente alla sicurezza collettiva dei nostri partner europei". Tuttavia, il senatore Craughwell ha sottolineato l’insicurezza legata alla neutralità del paese e la dipendenza implicita dalla NATO.
Il dilemma cyber
Un’altra sfida per Dublino sarà la sicurezza digitale. L’Irlanda ospita le operazioni europee di varie grandi aziende tecnologiche americane, ma manca di una vera agenzia di intelligenza elettronica nazionale. Questo divario potrebbe rappresentare un pericolo nei confronti delle attacchi cyber durante il mandato.
Cosa prospetta l’Irlanda?
Il paese ha recentemente lanciato la propria prima strategia di sicurezza marittima e annunciato un piano decennale di investimenti per migliorare le risorse militari. Queste misure, però, non garantiscono una sicurezza completa all’UE durante il suo mandato presidenziale.
La sfida che l’Irlanda si trova ad affrontare è complessa e multidimensionale: da un lato, la necessità di proteggere i leader visitatori e le infrastrutture critiche; dall’altro, la spinta a rafforzare il proprio profilo difensivo mentre mantiene una posizione diplomaticamente neutrale. La prossima presidenza dell’UE sarà un momento cruciale per misurare l’efficacia delle politiche di sicurezza irlandesi.