La notte scorsa, le zone di Erbil, nella parte settentrionale dell’Iraq, hanno vissuto momenti di forte tensione. Esplosioni udibili nelle aree residenziali vicine hanno suscitato una rapida reazione da parte delle autorità italiane e statunitensi.
L’attacco al campo militare
Un missile ha colpito le immediate vicinanze del Divan Hotel, un hotel esclusivo di Erbil. Allo stesso tempo, altri esplosivi hanno raggiunto la zona dell’aeroporto dove si trova anche la base italiana Singara, confinante con quella americana.
Mancano i dettagli sull’origine del missile
Non è ancora chiaro se l’attacco sia stato effettuato solo attraverso missili o anche mediante droni. Le autorità stanno cercando di identificare chi è responsabile dell’azione.
I danni alle infrastrutture locali
Secondo le prime notizie, ci sono danni alle piste e strutture dell’aeroporto. La base militare italiana Singara è stata colpita, ma non vi sono stati morti o feriti tra i soldati del contingente italiano.
Il contesto della missione italiana in Iraq
La presenza delle forze armate italiane nel territorio iracheno risale a decenni fa. La missione Antica Babilonia, voluta dal governo Berlusconi durante la leadership degli Stati Uniti contro il regime Saddam Hussein (2003-2006), segnò un momento cruciale nella storia militare italiana.
Le missioni successive e attuali
La missione Antica Babilonia fu seguita dalla Prima Parthica, che iniziò nel 2014 con l’obiettivo di combattere l’Isis. Oggi il compito principale delle forze italiane è la formazione e addestramento dei combattenti curdi.
La reazione italiana
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che si tratta di un missile che ha colpito il campo militare. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato la necessità di identificare i responsabili dell’attacco.
Fonti locali sulle origini dei missili
Le fonti curde locali suggeriscono che gli attacchi provengono sia dall’Iran che dalle milizie sciite irachene. Queste ultime sono spesso appostate tra Mosul e Kirkuk, a sud della zona autonoma curda.
La sicurezza delle basi militari
Campo Singara è dotato di una serie di misure di sicurezza, come muri in cemento armato, sacchetti di sabbia e rifugi vicino alle camerate e alla mensa. Il contingente italiano nella zona curda conta attualmente circa 400 soldati, con circa 320 a Campo Singara e un’ottantina ad altre basi.
Il precedente del gennaio 2020
Questa non è la prima volta che le basi militari vengono colpite. Nel gennaio del 2020, sia la base italiana che quella americana furono attaccate in reazione all’uccisione da parte americana a Baghdad del leader iraniano Qasem Soleimani.
La risposta diplomatica italiana
In seguito agli ultimi eventi, il ministero della Difesa ha deciso di mantenere un profilo più basso possibile e non facilitare le comunicazioni con i militari in zona o le visite alle basi. Questa prudenza è stata evidente anche nel momento dell’attacco a Campo Singara.
Conclusioni e prospettive
L’ultima esplosione rappresenta un ulteriore segno della complessità delle dinamiche geopolitiche in Iraq. La presenza continua di forze internazionali nel territorio iracheno, nonostante i rischi, testimonia l’importanza attribuita da tali paesi alla stabilità e sicurezza del Paese.