Autorità anticorruzione ungherese chiede indagini su funzionari di Orbán per frode millonaria

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

L’autorità anticorruzione ungherese ha sollecitato l’apertura di indagini su alti funzionari del governo precedente di Viktor Orbán, sospettati di frodi millonarie coinvolgenti fondi dell’Unione Europea (UE). Il presidente della Commissione per l’Integrità Ungherese, Ferenc Pál Biró, ha avanzato questa richiesta mentre il nuovo premier Péter Magyar cerca di convincere Bruxelles che la sua nazione è pronta a ricevere oltre 10 miliardi di euro di fondi UE attualmente congelati.

Il caso in corso

Biró ha dichiarato che “politici di alto livello possono essere e potrebbero effettivamente essere processati” per il loro coinvolgimento in uno schema presunto per defraudare sistematicamente i contribuenti europei durante la lunga permanenza al potere di Orbán, che durava da 16 anni. Secondo Biró, le indagini hanno rilevato “una serie di casi criminali” che dovrebbero portare alla ripercussione dei fondi defraudati.

Fondi scomparsi e corruzione

L’autorità ungherese per l’integrità, fondata nel 2022 come parte di riforme promosse da Bruxelles, controlla la spesa e la sicurezza dei fondi UE. Biró ha affermato che tre società hanno ricevuto la maggior parte dei contratti governativi per fornire beni e servizi negli ultimi quattro anni, con prezzi artificialmente gonfiati. Secondo il commissario, questo schema di sovrapprezzo avrebbe portato a un rischio di corruzione da 3,5 miliardi di euro.

Reclamazioni e contrattacchi

Il nuovo governo guidato da Magyar ha accusato ripetutamente il suo predecessore Orbán di corruzione. La Commissione Europea ha ribadito la sua “zero tolleranza” per qualsiasi frode contro il bilancio UE, sottolineando che gli Stati membri devono prevenire, individuare e gestire efficacementemente eventuali irregolarità.

Nuove istituzioni anticorruzione

Il nuovo governo ungherese ha promesso di creare un’agenzia nazionale per la recupero degli attivi. Magyar ha annunciato che il suo governo intende aderire all’Ufficio Pubblico Europeo del Procuratore, rifiutato da Orbán in passato. L’EPPO dispone dell’autorità per indagare e processare reati riguardanti i fondi UE.

Rischi e sfide

Secondo Biró, l’Ungheria ha “sempre più distanziato” se stessa quando si tratta di controllo sui fondi UE e sul loro utilizzo. Il nuovo governo deve presentare un piano convincente per affrontare le riforme critiche entro fine agosto altrimenti rischia di perdere i finanziamenti.

Attacchi politici e intimidazioni

Biró ha affermato che durante la gestione precedente era stato bersaglio di attacchi politicamente motivati, nonché di tentativi di corruzione. Queste intimidazioni e offerte di lavoro senza giustificazione erano parte di una strategia per ostacolare le sue indagini.

Il futuro della riforma

La nuova amministrazione ungherese deve affrontare questi problemi di corruzione e intimidazioni il prima possibile, secondo Biró. Il commissario ha dichiarato che “la giustizia deve essere fatta” e che i cittadini devono recuperare ciò che è stato rubato loro.

Conclusioni

La riforma anticorruzione in Ungheria si trova ad un momento cruciale. Con l’adesione all’EPPO e la creazione di nuove istituzioni, il nuovo governo ha l’opportunità di ripristinare fiducia nell’amministrazione dei fondi UE, ma dovrà affrontare resistenze politiche e strutturali per farlo.

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