Tamberi incoronato re dell’atletica italiana, Jacobs scivola giù: la Fidal cambia le gerarchie

Di Mauro Ferris ·4 min di lettura

La Federazione Italiana di Atletica Leggera ha pubblicato l’attesissima lista dell’“Atletica Elite Club”, il programma che definisce chi, tra i campioni azzurri, riceverà il sostegno economico e tecnico per la nuova stagione. Un elenco che, come ogni anno, non manca di suscitare sorprese e discussioni, soprattutto per la retrocessione di Marcell Jacobs e la conferma al vertice di Gianmarco Tamberi. Due simboli dell’atletica italiana che, ancora una volta, si ritrovano su piani opposti.

Le nuove gerarchie dell’Elite Club

La lista, aggiornata annualmente, distingue tre livelli di appartenenza: “supertop”, “top” e “base”, con benefici crescenti in termini di contributi economici, supporto medico, accesso ai centri di allenamento e copertura spese per il team tecnico.
Quest’anno, la categoria supertop resta il regno dei grandi nomi dell’atletica azzurra: Gianmarco Tamberi, Nadia Battocletti, Antonella Palmisano, Massimo Stano, Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Mattia Furlani. A loro si aggiungono Iliass Aouani e Andrea Dallavalle, due atleti in piena ascesa, capaci di combinare risultati internazionali e continuità.

Per contro, la sorpresa più grande arriva proprio da Marcell Jacobs, che scende di due categorie, passando dal livello supertop a quello base. Una decisione che sembra legata ai risultati deludenti dell’ultima stagione, segnata da problemi fisici e da una partecipazione discontinua alle gare. L’oro olimpico di Tokyo sui 100 metri, simbolo dell’Italia sportiva nel 2021, oggi deve fare i conti con un nuovo scenario: meno privilegi e più strada da percorrere per riconquistare la vetta.

Tamberi inarrestabile

Diversa la storia di Gianmarco Tamberi, che conferma la sua posizione d’élite. Il campione olimpico e mondiale di salto in alto, dopo una stagione vissuta tra trionfi e emozioni, rimane saldo al vertice del movimento azzurro. La sua dedizione, unita alla capacità di catalizzare entusiasmo intorno all’atletica, continua a renderlo un punto di riferimento assoluto per la Fidal.
La Federazione punta chiaramente su Tamberi non solo come atleta, ma come icona in grado di ispirare una nuova generazione di sportivi.

I criteri della Fidal

Secondo quanto specificato nel documento ufficiale, i criteri di selezione si basano su risultati concreti ottenuti nel corso dell’ultima stagione, con particolare attenzione alle medaglie mondiali e olimpiche, ai primati italiani e alla continuità di rendimento. Tuttavia, la Fidal lascia anche spazio a valutazioni più soggettive, come il “potenziale internazionale” e la qualità del curriculum complessivo.
Un equilibrio delicato che, inevitabilmente, alimenta discussioni: i risultati parlano, ma le prospettive e le strategie federali pesano altrettanto.

Le retrocessioni e le nuove stelle

Tra i nomi che hanno perso terreno figura anche Larissa Iapichino, scesa al secondo livello dopo un Mondiale di Tokyo al di sotto delle aspettative. Con lei, nel gruppo “top”, figurano Sara Fantini, Lorenzo Simonelli, Zaynab Dosso, Yohanes Chiappinelli e Federico Riva. In questo stesso gruppo entrano per la prima volta Riccardo Orsoni e Matteo Sioli, due giovani emergenti che hanno mostrato talento e costanza.

Nel gruppo base, accanto a Jacobs, si ritrovano Chituru Ali, Yeman Crippa, Fausto Desalu, Pietro Arese, Filippo Tortu e Matteo Melluzzo. Un insieme di atleti dal valore indiscusso, ma chiamati a rilanciarsi in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.

L’assenza che fa discutere

Tra le sorprese della nuova lista spicca l’assenza di Kelly Doualla, giovanissima sprinter seconda nella lista all-time italiana dei 100 metri. La scelta della Federazione di non includerla, probabilmente legata alla sua età e alla mancanza di esperienze in campo senior, lascia perplessi molti osservatori.
Al contrario, la diciannovenne Erika Saraceni, protagonista di un’ottima stagione nel salto triplo, entra per la prima volta nell’élite, confermando che la Fidal guarda con attenzione alle nuove leve.

Verso una stagione di transizione

La prossima annata sarà fondamentale per costruire il percorso che porterà agli Europei del 2026 e, soprattutto, alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La Federazione sembra voler premiare chi ha saputo garantire risultati e affidabilità, lanciando al contempo un messaggio chiaro: la meritocrazia sarà la bussola, anche se le eccezioni non mancano mai.

In un panorama in continua evoluzione, l’“Atletica Elite Club” non è solo una lista di nomi: è lo specchio delle scelte strategiche e delle ambizioni del movimento italiano.

E mentre Tamberi sorride dall’alto del suo trono, Jacobs dovrà dimostrare ancora una volta di poter tornare a essere il re della velocità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *