Karlis Arnolds Avots, un attore lettone, interpreta la vita della cestista Ulyana Semenova nel lungometraggio ‘Ulya’, in concorso a Un Certain Regard del Festival di Cannes. Secondo quanto riportato da Karlis, l’eroe femminile del film è morta quattro mesi fa senza vedere il film sulla sua vita.

La cestista che ha vinto tutto

Ulyana Semenova, nota come Ulya, ha trascorso la sua carriera sportiva in una Russia sovietica dove la sua statura imponente di 2 metri e 13 centimetri e il suo talento hanno fatto di lei un fenomeno. Ha vinto due medaglie olimpiche, tre Coppe del mondo e dieci campionati europei prima di entrare nella Hall of Fame del basket statunitense come la prima giocatrice non americana ad esservi ammessa.

Un’esistenza difficile

Tuttavia, le sue vittorie sono state accompagnate da un’enorme sofferenza. La sua statura eccessiva ha reso la vita di Ulya una serie di sfide: dal bullismo a scuola alla disapprovazione dei genitori, che appartenevano al movimento religioso russo ‘Vecchi credenti’. A causa della sua altezza, i medici le facevano domande imbarazzanti e le altre ragazze della squadra di basket la trattavano con fredda gelosia. Ulya ha cercato rifugio nel gioco, ma nonostante il successo sportivo, la sensazione di solitudine rimaneva.

Il film come tributo

Il film ‘Ulya’, diretto da Viestus Kariss, è un affresco della vita di Ulya che mette in luce le sue difficoltà e i suoi successi. Avots, che ha 29 anni e misura 1 metro e 97 centimetri, si è identificato molto con la protagonista: «La sua vita mi ha colpito profondamente perché ho vissuto esperienze simili per la mia altezza e la mia magrezza. Ho cercato di rappresentare Ulya non solo fisicamente, ma anche emozionalmente».

Un film sull’empatia

Durante le riprese del film, Avots ha cercato di mettersi nei panni di Ulya e di comprendere la sua esperienza. «Ho cercato di capire la sua mente, il suo cuore», spiega l’attore. La scena più toccante è quella allo zoo di Riga, dove una giraffa si avvicina a Ulya, forse per la prima volta nella sua vita che qualcuno la vede come un essere umano.

Il legame con la vicina di casa

Avots e Semenova erano vicini di casa a Riga. «Era una persona straordinaria ma anche molto vulnerabile», racconta l’attore. Questo rapporto personale ha reso il film non solo un tributo alla carriera sportiva di Ulya, ma anche alla sua vita e alle sue sofferenze.

Una storia universale

La storia di Ulya parla a molte persone che hanno vissuto esperienze simili. Avots ha cercato di rendere il film una riflessione sulla solitudine e sul bullismo, ma anche sulla resilienza e sull’importanza della comunità.

Un tributo postumo

Il film ‘Ulya’ è un modo per onorare la memoria di Ulyana Semenova. Secondo Avots, «lei sapeva del film, sapeva che veniva realizzato da qualcuno che la amava veramente». Il progetto ha permesso a Karlis di esplorare temi profondi e di creare un’opera che risuona con molti spettatori.

La proiezione nelle sale

Il film ‘Ulya’, uscito in concorso al Festival di Cannes, sarà distribuito nelle sale cinematografiche in autunno. La sua storia è una testimonianza del coraggio e della perseveranza di Ulyana Semenova, un’atleta che ha vissuto una vita difficile ma piena di successi.

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