Il triestino Tullio Kezich è stato un punto di riferimento nel mondo dello spettacolo, non solo come critico ma anche come testimone oculare della grande storia del cinema italiano. Nel nuovo documentario firmato da Gioia Magrini e scritto con Silvia D’Amico e Roberto Meddi, Kezich racconta le sue esperienze, dalle prime volte a Radio Trieste fino alle serate degli Oscar.

Un interesse globale per il cinema

Kezich è noto soprattutto come critico cinematografico. Da "Sipario" a "Panorama", ha scritto articoli appassionati e acuti su film che hanno segnato la storia del cinema italiano e internazionale. Ha firmato il famoso quaderno annuale "Millefilm", dove esponeva le sue critiche più significative.

Fellini, un amico carissimo

Kezich ha vissuto vicino a Federico Fellini durante la lavorazione di "La dolce vita". Tullio ha scritto un appassionato diario del set che è diventato anche il punto di partenza per un documentario firmato da Mingozzi. Questo film racconta non solo l’esperienza di Kezich ma anche le storie dei quattro sceneggiatori che hanno contribuito alla realizzazione di "La dolce vita".

Amici e colleghi del cinema italiano

Il documentario si concentra sulle sue relazioni con altri grandi nomi della cinematografia italiana, come Marcello Mastroianni, Francesco Rosi ed Ermanno Olmi. Kezich ha partecipato alla produzione di "Il posto", un film diretto da Olmi e che ha ricevuto grande consenso critico.

Incontri con grandi registi e sceneggiatori

Tullio si è confrontato con registi come Lina Wertmüller, autrice di pellicole di grande successo internazionale. Inoltre, Kezich ha collaborato anche con registi come Pier Paolo Pasolini e Damiano Damiani.

La Mostra di Venezia: un tappa importante nella sua carriera

Kezich è stato selezionatore alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha avuto il privilegio di valutare film di altissimo livello. Tra i suoi momenti più belli ricorda la vittoria del "Santo Bevitor" di Roth e Olmi, un film che ha contribuito a definire lo stile cinematografico italiano degli anni ’60.

La sua passione per il teatro

Nonostante fosse prima di tutto un critico cinematografico, Kezich ha dedicato molto tempo al teatro e alla letteratura. Ha scritto "L’Uomo di sfiducia", una raccolta di racconti sui film uscita nel 1962 da Bompiani, che è ancora oggi un classico del genere.

Momenti fondamentali della sua carriera

Il documentario mostra come Kezich ha vissuto vicino a registi e attori di grande successo. Ha contribuito alla realizzazione di film importanti per la storia del cinema italiano, come "Salvatore Giuliano" di Francesco Rosi.

Un’amicizia duratura con Ermanno Olmi

Kezich ha lavorato a lungo anche con Ermanno Olmi, un regista che ha esplorato temi sociali e religiosi nel cinema italiano. Hanno realizzato insieme "Il posto", un film che è diventato una delle opere più apprezzate della cinematografia italiana.

Passione per Trieste e la sua cultura

Tullio Kezich ha sempre mantenuto un legame forte con la città di Trieste, dove ha vissuto molte esperienze importanti. Ha partecipato al festival teatrale "L’Americano di San Giacomo", che è diventato uno dei suoi spettacoli preferiti.

Un documentario ricco di emozioni e testimonianza storica

Il documentario di Gioia Magrini offre un quadro vivido delle esperienze di Tullio Kezich. Con le sue parole, risveglia i momenti più significativi della sua carriera e ci permette di capire meglio il contesto storico in cui ha lavorato.

Presentazione del documentario

Il film viene presentato stasera alle 19.30 all’Anteo, con la presenza della regista Gioia Magrini e di Alessandra Levantesi Kezich, figlia di Tullio. La proiezione si ripeterà domenica alle 10.30.

Tullio Kezich ha lasciato un segno indimenticabile nel mondo del cinema italiano, con le sue parole e i suoi documentari che testimoniano il fascino e la profondità della sua passione per lo spettacolo.

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