Una nuova ondata di attacchi ha investito l’Ucraina nelle ultime ore, con raid russi che hanno preso di mira diverse città del Paese. Nella notte, missili e droni hanno colpito Kiev, Kharkiv e numerose altre regioni, causando vittime, feriti e ingenti danni alle infrastrutture civili. L’offensiva arriva poche ore dopo un’azione ucraina con missili Storm Shadow contro la Russia, che avrebbe interessato un impianto chimico nella regione di Bryansk, ritenuto strategico per la produzione di componenti militari.
Le prime esplosioni sono state udite nella capitale intorno all’una di notte. Gli allarmi antiaerei sono risuonati in tutta Kiev, dove le difese ucraine hanno intercettato numerosi vettori, ma non sono riuscite a evitare del tutto i danni. Le autorità cittadine parlano di almeno sei morti, tra cui due bambini, e di decine di feriti. Oltre a Kiev, le regioni di Zaporizhzhia, Odessa, Poltava, Chernihiv e Dnipropetrovsk hanno registrato attacchi simultanei, segno di un’operazione su larga scala coordinata dal comando russo.
Particolarmente grave la situazione a Kharkiv, dove un drone kamikaze ha centrato in pieno un asilo. L’edificio è stato distrutto e le squadre di emergenza hanno evacuato decine di bambini che si trovavano nei rifugi sotterranei. Secondo le autorità locali, una persona è rimasta uccisa e sette sono rimaste ferite, tra cui diversi minori. Tutti i bambini sono stati trasferiti in strutture sicure e stanno ricevendo assistenza psicologica.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco “un atto di barbarie inaccettabile”, denunciando l’intensificarsi delle operazioni russe contro obiettivi civili. “Un drone che colpisce un asilo non può avere alcuna giustificazione – ha dichiarato –. La Russia dimostra ogni giorno di non volere la pace, ma di voler imporre la paura”. Zelensky ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare la difesa aerea ucraina, chiedendo maggiore supporto agli alleati occidentali.
Le autorità di Kiev sostengono che la maggior parte dei droni lanciati contro la capitale provenissero da basi russe e bielorusse e fossero del tipo Shahed-136 di fabbricazione iraniana, impiegati massicciamente negli ultimi mesi. I sistemi di difesa ucraini avrebbero abbattuto circa l’80% dei vettori in arrivo, ma i frammenti dei missili intercettati hanno provocato incendi e danni in diversi quartieri residenziali.
Dal Cremlino, invece, si sostiene che gli obiettivi fossero esclusivamente militari e che l’operazione costituisca una risposta “legittima” agli attacchi ucraini in territorio russo. Tuttavia, le immagini diffuse dai soccorritori mostrano edifici civili sventrati, automobili bruciate e intere strade ridotte in macerie, a testimonianza dell’impatto devastante dei raid.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno condannato gli attacchi, ribadendo il sostegno a Kiev e denunciando le violazioni del diritto umanitario. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha espresso “profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto” e ha chiesto che vengano immediatamente sospesi i bombardamenti contro aree civili.
Intanto, le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie a Kharkiv e nelle altre città colpite, mentre migliaia di cittadini restano senza elettricità e riscaldamento. La popolazione affronta un nuovo inverno sotto le bombe, con un conflitto che, a più di due anni dal suo inizio, mostra ancora una volta il suo volto più crudele.