Un gruppo di paesi dell’Unione Europea sta considerando l’idea di inviare richiedenti asilo respinti in Rwanda e Uzbekistan, secondo conferme di diplomatici europei. Questo è il primo tentativo del blocco di spostare parte del sistema di rimpatri dei migranti oltre i suoi confini.

Il Nuovo Sistema Europeo

L’UE ha recentemente approvato una legge che consente ai governi nazionali di creare centri di gestione dei migranti in paesi non membri dell’Unione, chiamati "centri di ritorno", su condizione che questi paesi rispettino i diritti umani e il diritto internazionale. Più della metà degli Stati membri ha richiesto una rapida attuazione di questo sistema.

Paesi Membri alla Guida del Progetto

Denmark, Austria, Grecia, Germania e Olanda hanno presieduto il progetto per elaborare un sistema di gestione dei richiedenti asilo oltre i confini dell’UE. Il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato che l’obiettivo è concludere i primi accordi per la creazione di questi centri nel 2026, rendendoli operativi dal 1° gennaio 2027.

Valutazioni in Corso

Al momento non sono stati definiti i paesi ospitanti e il processo politico e diplomatico è ancora in corso. I diplomatici europei hanno rilevato che gli Stati membri stanno esaminando possibili siti come Rwanda, Uzbekistan e Uganda.

Preoccupazioni per la Sicurezza

Paesi geograficamente vicini all’UE, come Egitto e Libia, sono stati scartati a causa dei rischi di contrabbando di esseri umani. L’Italia ha già sperimentato centri in Albania ma questi hanno avuto problemi legali ripetuti.

Critiche alle Nuove Regole

La rappresentante dell’UNHCR Jean-Nicolas Beuze ha espresso preoccupazioni sulla possibilità che i rifugiati vengano inviati in paesi dove corrono il rischio di subire danni irreparabili. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che non è sicuro se questo sia ciò che l’Europa rappresenta.

Consulenze e Garanzie

Il ministro dei Trasferimenti di Cipro Nicholas Ioannides ha affermato che la protezione dei diritti umani sarà un parametro fondamentale per gli accordi. L’UE desidera che organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Internazionale per le Migranti (IOM) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) assicurino il rispetto delle regole.

Differenze Rispetto a Piani Precedenti

Il nuovo sistema differisce dai precedenti tentativi di gestione della migrazione in paesi terzi, come quelli del Regno Unito e dell’Italia, che si concentravano su richiedenti asilo o nuovi arrivati. Tali iniziative hanno avuto difficoltà a trovare sostegno: i centri italiani in Albania sono stati soggetti a controversie legali, mentre il piano di Danimarca per Rwanda è rimasto bloccato.

L’UE sta cercando di elaborare una soluzione legale per gestire la migrazione oltre i suoi confini, ma le critiche e le riserve continuano a emergere da parte dei governi nazionali e delle organizzazioni internazionali. Il successo di questa nuova strategia sarà determinato dalla capacità dell’UE di garantire che i diritti umani siano rispettati in questi centri esterni.

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