Nel quadro della prossima lunga programmazione del bilancio dell’Unione Europea, che prevede restrizioni per le spese in campo difesa, politica estera e competitività, i sussidi agricoli stanno uscendo quasi indenni. Questo è un nuovo esempio della paura che gli Stati membri provano di fronte ai propri agricoltori.

Una lotta silenziosa

Durante la riunione di fine giugno, i leader europei hanno dibattuto su quasi tutti i temi del bilancio, dal rapporto con Russia e Israele fino a questioni commerciali come il trattato UE-Mercosur. Tuttavia, sulle linee generali della politica agricola comune (PAC) – uno dei principali pilastri finanziari dell’UE – non c’è stata praticamente alcuna discussione.

Proteste recenti

Le decisioni attuali sono state influenzate da due anni di proteste degli agricoltori, culminate nel 1° semestre del 724 con manifestazioni contro il trattato commerciale UE-Mercosur. Queste proteste hanno dimostrato l’importanza politica della PAC e la forza dei suoi sostenitori.

Calcoli politici

"Sarebbe un suicidio politico", ha commentato uno degli ambasciatori europei coinvolti nei negoziati, chiedendo anonimato per descrivere discussioni private. Altri diplomatici e responsabili di governo hanno riferito calcoli simili.

Preservare il budget agricolo

Il testo preliminare del bilancio, stilato dalla Grecia, prevede un impegno di almeno 293,7 miliardi di euro per i sussidi agli agricoltori nel prossimo periodo settennale. In aggiunta, altri 40 miliardi potrebbero essere disponibili per spese connesse all’agricoltura.

Sostenitori della PAC

Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha ribadito il sostegno del Consiglio ai sussidi agricoli, nonostante le pressioni per tagliare le spese. "Non indietreggeremo nella nostra ambizione di supportare i contadini europei", ha dichiarato durante una riunione ministeriale a Lussemburgo.

Riserve dei governi

Tuttavia, molti ministri degli agricoltori non si sentono ancora sicuri. "Una PAC pienamente finanziata è un presupposto per l’accettazione del pacchetto bilancio", ha sottolineato Annie Genevard, ministro francese dell’Agricoltura.

La sfida di Ireland

La prossima fase delle trattative sarà guidata dall’Irlanda, che dovrà convincere gli altri Stati membri a chiudere il compromesso. "Ognuno deve tornare casa e spiegare ai primi ministri la necessità di preservare i fondi per l’agricoltura", ha detto il ministro irlandese dell’Agricoltura Martin Heydon.

La pressione sui bilanci

Mentre le discussioni si intensificano, alcuni governi stanno cercando di ridurre la spesa totale. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier svedese Ulf Kristersson hanno criticato l’attuale proposta della Commissione come "non affrontabile" e "semplicemente inaccettabile".

La resistenza dei governi

Tuttavia, la pressione per tagliare i fondi agricoli non sembra aver trovato eco. Il premier polacco Donald Tusk ha scherzato sulle richieste di ridurre il bilancio: "I grandi contribuenti sempre sostengono che è meglio ridurlo".

Una sfida complessa

La situazione attuale riflette la difficoltà di bilanciare le esigenze economiche e politiche. Mentre alcuni governi cercano di contenere gli sprechi, altri temono il rischio politico dei tagli alla PAC. Nonostante l’impegno esplicito a proteggere i fondi agricoli, non tutto è ancora deciso. Tutte le cifre rimangono in discussione e la data di consegna finale prevista per un accordo definitivo è fine 2026.

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