La vita privata delle SS ad Auschwitz: testimonianze di ragazze polacche
Un nuovo libro pubblicato in edizione italiana dal Museo Statale di Auschwitz-Birkenau raccoglie le testimonianze di 17 ragazze polacche che vissero a stretto contatto con le famiglie delle SS durante l’occupazione nazista. Il volume, intitolato _La vita privata delle SS ad Auschwitz_, curato da Jadwiga Pinderska-Lech, evidenzia aspetti della quotidianità di membri delle forze d’occupazione che agivano nel campo di sterminio.
Le testimonianze raccolte
Le ragazze, in età compresa tra i 14 e gli 18 anni al momento dei fatti, furono costrette a lavorare come bambinaie, cuoche e domestiche nelle case delle SS. Secondo la legge vigente durante l’occupazione tedesca, tutti erano obbligati a svolgere il lavoro assegnato dalle autorità naziste una volta compiuti i 14 anni.
“Queste giovani ragazze polacche lavoravano come bambinaie, cuoche e domestiche; si occupavano delle pulizie e delle commissioni, inclusa la spesa per le mogli delle SS. In alcuni casi venivano persino costrette a vivere nelle case di queste famiglie tedesche”, ha dichiarato Jadwiga Pinderska-Lech.
La vita quotidiana nell’ombra del lager
Le ragazze hanno raccontato scene che mostrano la vita domestica delle SS, come festeggiamenti con ospiti e amici, cura degli orti e allevamento di animali. “I signori Fresemann erano giovani e allegri, amavano la compagnia. Coltivavano un orticello, allevavano pollame e conigli”, ha detto Janina Linkiewicz.
La normalizzazione del ruolo delle SS
Le abitazioni delle SS si trovavano nelle immediate vicinanze del lager di Auschwitz I a Oświęcim. Le case erano situate nella cosiddetta “Zona d’interesse”, una regione amministrata e pattugliata direttamente dalle SS, creata nel 1941 dopo l’espulsione degli abitanti polacchi.
“La presenza di SS e delle loro famiglie nella Zona d’interesse garantiva che i deportati non avessero alcun contatto con polacchi o persone disposte a dar loro soccorso”, ha spiegato Andrea Bienati, docente di storia e didattica della Shoah presso l’ISSR di Milano.
L’orrore vicino alle case delle SS
Nonostante fossero impediti l’accesso al lager e le comunicazioni con i prigionieri, il terrore del luogo si insinuava comunque in casa. “Per me il lavoro più spiacevole era pulire le scarpe di Frank che puzzavano di cadaveri”, ha dichiarato una delle ragazze.
Le implicazioni del libro e del film
Le testimonianze raccolte nel libro hanno contribuito alla sceneggiatura del film _La zona di interesse_, diretto da Jonathan Glazer, vincitore di due premi Oscar. Il film si basa anche sulle storie delle ragazze polacche che vissero vicino al campo.
Conclusioni
Il volume offre una prospettiva unica sulla vita quotidiana delle SS e delle loro famiglie nell’ombra del lager di Auschwitz, mettendo in evidenza come la normalizzazione della routine domestica contribuisse alla perpetrazione dei crimini nazisti.