AfD, dal pessimismo all’ottimismo: la nuova strategia elettorale dell’estrema destra tedesca

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura

Cinque anni fa i manifesti elettorali di Alternative für Deutschland (AfD) in Sassonia-Anhalt riportavano una sola, cupa parola: "Basta". Questo mese il partito di estrema destra ha ottenuto una vittoria storica nello stesso Land della Germania orientale con un messaggio diverso: "Tutto è possibile". Un passaggio dall’esasperazione all’ottimismo che aiuta a spiegare la crescita dell’AfD, arrivata a un passo dal suo primo governo regionale e attesa a massimi storici in altre due elezioni regionali, domenica, a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

Secondo Johannes Hillje, consulente politico di Berlino che nel 2014 guidò la campagna del Partito verde europeo per le elezioni europee, si tratta di un nuovo tipo di campagna. "Lo chiamo populismo del buonumore", ha detto. "In passato era soprattutto retorica negativa, trasformare i migranti in capri espiatori, attaccare le élite, evocare paura e rabbia", ha aggiunto. "Se vuoi davvero mobilitare le persone, non basta attaccare gli altri. Devi anche offrire una prospettiva positiva".

Nella sostanza, l’AfD continua a descrivere una Germania sull’orlo della catastrofe a causa dell’immigrazione e della deindustrializzazione, e i suoi ideologi sostengono una visione quasi apocalittica del declino del Paese e dell’Occidente. Nelle ultime elezioni, però, il partito ha coperto questo nucleo ideologico con una facciata allegra e rassicurante, unendo speranza e paura.

In Sassonia-Anhalt il candidato di punta Ulrich Siegmund era stato definito da una rivista "l’uomo più pericoloso della Germania". Nei comizi e in televisione ha però mostrato un’altra immagine: sorriso quasi costante, modi cortesi, selfie con gli elettori e giri su uno scooter d’epoca della Germania Est color azzurro cielo. Allo slogan "Tutto è possibile" ha affiancato "Riportiamo i bei vecchi tempi", fondendo nostalgia e speranza.

"È diventato una specie di pop star, e questo spiega molto del perché l’AfD ha raddoppiato i voti", ha detto la storica tedesco-britannica Katja Hoyer, secondo cui questo spiega anche il divario più ridotto tra uomini e donne nel voto in Sassonia-Anhalt. Hoyer ritiene che il modello non resterà confinato alla Germania.

Nell’estate del 2024 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva dichiarato che "il centro tiene". Una serie di elezioni successive suggerisce però che l’Europa potrebbe essere più lontana dal picco del populismo di quanto molti centristi sperassero. Marco Tarchi, politologo dell’Università di Firenze, ritiene che il populismo abbia ancora margini di crescita: "Sono le narrazioni politiche, più che i dettagli dei programmi, a guidare il comportamento degli elettori".

Vede però un’eco: dopo il crollo di Wall Street il cancelliere Heinrich Brüning offrì austerità, mentre Hitler promise di sistemare tutto in quattro anni. "Temo che oggi ci sia una somiglianza", ha detto. "Non deve nemmeno essere realistico. Credo che la gente voglia solo sentire che qualcuno ha una sorta di piano".

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