Scoppia la polemica nel mondo della pallavolo italiana dopo le dichiarazioni di Simone Giannelli, capitano della Sir Susa Vim Perugia e simbolo della Nazionale azzurra, che ha duramente criticato la possibile disputa della Supercoppa Italiana in Arabia Saudita durante il periodo natalizio. Le sue parole, pronunciate con tono sarcastico ma inequivocabile, hanno acceso un dibattito che rischia di scuotere i vertici della Lega Pallavolo Serie A.
L’idea di spostare la Supercoppa tra Natale e Capodanno, per recuperare la data saltata di novembre, ha incontrato la ferma opposizione dei giocatori e dei club, preoccupati per i ritmi di una stagione già compressa da impegni nazionali e internazionali. Giannelli, con due brevi ma eloquenti messaggi pubblicati sui social, ha definito l’intera vicenda “una barzelletta”, aggiungendo ironicamente: “Periodo natalizio? Ci sta… già si gioca poco in quei giorni. Senza parole.”
Il caos organizzativo
Il caso nasce dal complicato intreccio tra la Lega Pallavolo Serie A e gli organizzatori locali sauditi. L’evento, inizialmente previsto per il 7 e 8 novembre, avrebbe dovuto svolgersi in Arabia Saudita, ma il cambio di dirigenza della federazione volley saudita ha fatto saltare i piani. Le nuove autorità sportive avrebbero infatti deciso di rivedere gli accordi presi con la precedente gestione e con la holding internazionale che aveva curato la collaborazione con la Lega italiana.
Risultato: un braccio di ferro diplomatico e organizzativo, con la Supercoppa ancora senza data e senza sede certa. L’ipotesi di riprogrammare il torneo a ridosso delle festività natalizie, quando i club sono già impegnati tra campionato, Champions League e Mondiale per Club, ha fatto infuriare atleti e dirigenti.
La stoccata del capitano
Il malumore espresso da Giannelli non è solo una questione di calendario, ma anche di principio. La Sir Perugia, infatti, sarà impegnata nel Mondiale per Club in Brasile fino al 22 dicembre. Tornare in Italia e ripartire immediatamente per una nuova trasferta intercontinentale sarebbe logisticamente impossibile e fisicamente insostenibile.
Il capitano ha voluto così lanciare un messaggio chiaro: la pallavolo italiana non può permettersi di sacrificare i propri atleti e il proprio calendario per scelte organizzative che sembrano dettate più da logiche economiche che sportive. Le sue parole hanno trovato eco tra tifosi, colleghi e addetti ai lavori, molti dei quali hanno espresso solidarietà e sconcerto per la gestione caotica dell’evento.
La Lega sotto pressione
Dopo le proteste, la Lega Pallavolo Serie A si trova ora a dover decidere rapidamente se confermare la trasferta saudita o riportare la Supercoppa in Italia. Un’ipotesi che, secondo indiscrezioni, starebbe guadagnando terreno, anche per evitare ulteriori tensioni con i club coinvolti — Perugia, Trento, Civitanova e Verona — tutte squadre già impegnate in un calendario fittissimo.
La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni, ma la situazione appare tutt’altro che semplice. I contrasti tra la nuova federazione saudita e la società organizzatrice restano accesi, mentre la finestra di tempo utile per fissare una nuova data si restringe di ora in ora.
Il precedente di Anzani e le critiche al sistema
Le parole di Giannelli riportano alla mente le recenti dichiarazioni di Simone Anzani, centrale della Nazionale, che aveva denunciato la mancanza di equilibrio nella programmazione stagionale. Troppi impegni, pochi momenti di recupero e continue trasferte intercontinentali stanno logorando i protagonisti del volley, costretti a un ritmo quasi insostenibile.
La vicenda della Supercoppa rappresenta solo la punta dell’iceberg di un sistema in cui, secondo molti, le esigenze commerciali sembrano prevalere sul benessere degli atleti.
Possibile svolta
Se l’Arabia Saudita dovesse rinunciare definitivamente all’evento, la soluzione più probabile sarebbe disputare la Supercoppa in Italia tra fine dicembre e inizio gennaio. Una scelta che permetterebbe di salvare la competizione e, al tempo stesso, restituire al pubblico italiano uno spettacolo atteso e sentito.
Intanto, la voce di Giannelli continua a risuonare come un avvertimento: la pallavolo rischia di smarrire il suo equilibrio se continua a sacrificare la logica sportiva sull’altare del marketing internazionale.
E, come ha sottolineato con amara ironia il capitano azzurro, «a Natale, più che una Supercoppa, sembra di assistere a una barzelletta».