Un episodio di violenza inaudita ha sconvolto il mondo dello sport italiano. Al termine del match di Serie A2 di basket tra Sebastiani Rieti e Pistoia, disputato domenica nel capoluogo reatino e vinto dagli ospiti, il pullman dei tifosi toscani è stato assalito da un gruppo di facinorosi lungo la superstrada Rieti-Terni, nei pressi dello svincolo di Contigliano. Un mattone lanciato contro il parabrezza del mezzo ha colpito mortalmente uno dei due autisti, un uomo residente in provincia di Firenze.
L’aggressione è avvenuta poco dopo la fine della partita, in un clima già carico di tensione. Alcuni disordini si erano verificati anche all’interno del PalaSojourner, ma erano stati rapidamente contenuti dalle forze dell’ordine. Il pullman, che trasportava decine di tifosi pistoiesi, stava rientrando verso la Toscana ed era stato scortato fino a un tratto di strada extraurbano. Pochi minuti dopo la fine della scorta, un gruppo di persone avrebbe teso un agguato organizzato, lanciando una fitta sassaiola contro il mezzo.
Il dramma sulla superstrada
Secondo le prime ricostruzioni, gli aggressori si sarebbero appostati dietro un guardrail, in una posizione più bassa rispetto alla carreggiata, aspettando il passaggio del pullman. Appena il mezzo è transitato, sono stati scagliati diversi oggetti contundenti, tra cui pietre e mattoni. Uno di questi ha sfondato il parabrezza anteriore, colpendo in pieno volto uno degli autisti che sedeva accanto al collega alla guida.
Nonostante i soccorsi immediati, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Gli operatori sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma le ferite riportate erano troppo gravi. Il secondo autista, in stato di choc, è stato accompagnato in ospedale insieme ad alcuni tifosi feriti lievemente dai vetri infranti.
Le indagini, coordinate dalla Questura di Rieti, sono in corso. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza presenti lungo il tratto di strada e nei pressi del palazzetto, per identificare i responsabili dell’agguato. Alcuni tifosi pistoiesi sono stati ascoltati in questura, ma al momento non risultano provvedimenti a loro carico.
Lo sgomento delle istituzioni e del mondo sportivo
La notizia della tragedia ha rapidamente fatto il giro del Paese, suscitando sdegno e incredulità. La Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) ha espresso in una nota “le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima dell’insensato atto compiuto ai danni del bus che trasportava i tifosi di Pistoia”. La federazione ha inoltre garantito che seguirà “con la massima attenzione gli sviluppi giudiziari della vicenda, per assumere eventuali provvedimenti”.
Anche il Pistoia Basket ha diffuso un comunicato in cui manifesta “sgomento e profonda tristezza per la morte di uno dei due autisti che avevano accompagnato i nostri tifosi”. La società si è detta “sconcertata per la dinamica dell’episodio” e ha espresso vicinanza ai familiari della vittima e ai presenti sul bus.
Dalla parte opposta, la Sebastiani Rieti ha deciso di osservare un silenzio stampa a tempo indeterminato, in segno di rispetto. “Forse non riusciremo mai a metabolizzare quanto è accaduto”, si legge nella nota del club. “Il trascorrere delle ore rende tutto più amaro e inspiegabile. Attendiamo che la giustizia faccia piena luce, ma nel frattempo chiediamo rispetto e silenzio per il dolore della famiglia e di tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia.”
Reazioni politiche: “Criminali, non tifosi”
Durissime le parole del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha definito l’assalto “un’azione criminale compiuta da delinquenti che si sono trasformati in assassini e che non potranno mai essere considerati tifosi”. Il ministro ha aggiunto: “È sconvolgente morire così, mentre si torna a casa dopo una partita di basket. Lo sport è vita, e questi criminali sono lontani anni luce dai suoi valori”.
Il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, ha parlato di “atto criminale che lascia increduli” e ha assicurato che la comunità toscana si stringerà intorno ai familiari dell’autista ucciso. Sulla stessa linea il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, che ha definito il gesto “spregevole e incompatibile con i valori della città e dello sport”.
L’Italia sotto choc
La morte dell’autista, avvenuta in circostanze tanto assurde quanto crudeli, ha sconvolto non solo il mondo del basket ma l’intero Paese. L’episodio riporta in primo piano il tema della violenza legata alle tifoserie, un fenomeno che si pensava appartenesse al passato ma che continua, in forme estreme, a minacciare la sicurezza e i valori sportivi.
Le indagini proseguono senza sosta per individuare i responsabili di quella che il ministro Abodi ha definito “una barbarie inaccettabile”. Intanto, in segno di lutto, diverse società sportive e federazioni hanno annunciato un minuto di silenzio nei campi di basket di tutta Italia. Un gesto simbolico per ricordare una vittima innocente, caduta non per una rivalità sportiva, ma per la follia di pochi che dello sport hanno tradito ogni principio.