Un silenzio inquietante cala sulle montagne al confine tra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna. Da domenica pomeriggio non si hanno più notizie dell’elicottero privato decollato da Venezia e diretto all’aviosuperficie di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Il velivolo, un Augusta Westland 109, con due piloti e due passeggeri a bordo, è scomparso dai radar nel tratto compreso tra Badia Tedalda e il lago di Montedoglio, un’area impervia e difficilmente raggiungibile anche via terra.

Le operazioni di ricerca, avviate immediatamente dopo la segnalazione di emergenza, proseguono senza sosta, ma finora non hanno dato esito positivo. Sul posto si trovano vigili del fuoco, soccorso alpino, carabinieri, Croce Rossa e un elicottero dell’Aeronautica militare, impegnati in una corsa contro il tempo resa ancora più difficile dalle condizioni meteorologiche proibitive.

L’ultimo segnale: un allarme satellitare e poi il silenzio

L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica, quando il 118 della Asl Toscana Sud Est ha ricevuto una richiesta di aiuto tramite il sistema satellitare internazionale Cospas-Sarsat, dedicato alle emergenze aeree. Secondo le prime ricostruzioni, i piloti avrebbero segnalato un’irregolarità durante il volo, probabilmente un’avaria, prima che i contatti radio si interrompessero bruscamente.

Da quel momento, il velivolo è sparito dai radar. Gli esperti ritengono che potrebbe essersi verificato un guasto improvviso mentre l’elicottero sorvolava una zona montuosa particolarmente ostile, nota per la fitta vegetazione e la scarsa copertura radio.

Le operazioni di ricerca si concentrano nell’area dell’Alpe della Luna, al confine con la provincia di Pesaro-Urbino, dove è stata individuata una possibile traccia di segnale. Tuttavia, la nebbia fitta, la pioggia battente e la mancanza di visibilità rendono gli interventi estremamente complessi.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha annunciato l’attivazione del protocollo “maxi emergenze”, con un disaster manager e un’équipe di coordinamento che opera in sinergia con le strutture provinciali e le forze di soccorso limitrofe. “Ogni minuto è prezioso – ha dichiarato Giani – e il nostro obiettivo è non fermarci finché non avremo notizie certe”.

Chi sono le persone a bordo

A bordo del velivolo si trovavano due piloti esperti e due passeggeri civili: Mario Paglicci, noto imprenditore orafo aretino, e Fulvio Casini, residente a Sinalunga, in provincia di Siena. Paglicci, figura di spicco nel settore della gioielleria, è alla guida del gruppo di famiglia fondato nel 1965 e conosciuto a livello internazionale. Entrambi erano diretti ad Arezzo per motivi di lavoro.

Le famiglie dei dispersi, informate dell’accaduto, sono in contatto costante con le autorità. “Speriamo in un miracolo”, avrebbe confidato un parente dell’imprenditore, mentre cresce l’ansia in tutta la comunità aretina, dove Paglicci è molto conosciuto anche per il suo impegno nel tessuto economico e culturale locale.

Un’area difficile e condizioni meteo estreme

Il punto in cui si teme sia precipitato l’elicottero si trova tra i rilievi dell’Appennino toscano, in una zona caratterizzata da pendii scoscesi, boschi fitti e scarsa accessibilità. Le squadre di soccorso hanno dovuto affrontare temperature rigide, forti raffiche di vento e una visibilità ridotta quasi a zero.

Un elicottero dell’Aeronautica ha tentato di sorvolare l’area, ma il maltempo ha costretto gli operatori a sospendere temporaneamente le ricerche aeree, proseguendo invece via terra con mezzi speciali e cani da ricerca. Alcuni droni dotati di termocamere sono stati impiegati per scandagliare le zone più isolate.

Secondo fonti investigative, la priorità è localizzare con precisione il punto dell’ultimo segnale, per poi procedere con le operazioni di recupero. Tuttavia, le autorità non escludono che il relitto possa trovarsi in un’area ancora non raggiunta, magari coperta dalla vegetazione o finita in uno dei corsi d’acqua che attraversano la vallata.

Un mistero che tiene l’Italia con il fiato sospeso

Mentre il tempo passa e le speranze si affievoliscono, cresce l’interesse mediatico per quello che rischia di diventare uno dei misteri aerei più drammatici degli ultimi anni in Italia. Le ipotesi al vaglio spaziano da un guasto tecnico improvviso a un possibile errore umano, anche se nessuna pista è ancora confermata.

La Prefettura di Arezzo ha chiesto massima cautela nella diffusione di notizie non verificate, invitando i media a evitare speculazioni. Nel frattempo, la popolazione locale segue con apprensione ogni aggiornamento, sperando che i quattro occupanti possano essere ritrovati vivi.

Un mistero nei cieli d’Italia che, almeno per ora, resta senza risposta. E mentre la notte cala sull’Appennino, il silenzio del radar continua a pesare come un presagio.

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