Futuro nazionale di Vannacci perde quasi un punto e scende dall’8,8% al 7,9%. Le interviste si sono chiuse prima della presentazione ufficiale della manovra di bilancio.
Nella maggioranza Fratelli d’Italia conferma il consenso di settembre ed è stimato al 26,7%, in lievissima crescita. Forza Italia perde un punto e passa dal 7,3% al 6,3%. L’analisi lega il calo alle difficoltà nella direzione del partito e alle tensioni interne emerse al convegno dei giovani imprenditori a Capri. La Lega recupera quasi un punto e sale dal 4,7% al 5,6%, dopo un congresso vinto da Salvini che si è chiuso con l’ipotesi di una gestione allargata del partito.
Secondo l’analisi, la flessione di Vannacci si deve presumibilmente a una minore visibilità e al «contenimento a destra» attuato dalla presidente del Consiglio. Senza Futuro nazionale il centrodestra resta stabile al 39,4%. Allargato a Vannacci, perderebbe quasi un punto e si fermerebbe al 47,3%.
Tra le opposizioni il Partito democratico passa dal 19,5% al 19,9% e il Movimento 5 Stelle dal 14,5% al 14,9%. Avs resta stabile al 6,3%, mentre +Europa e Italia viva registrano piccolissime contrazioni. Il centrosinistra otterrebbe nel complesso il 44,9%, con un aumento di 0,4 punti. Azione, fuori dagli schieramenti, conferma il 3% di settembre.
Con questi numeri il Campo largo otterrebbe il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale se il centrodestra non si alleasse con Vannacci. Con questa alleanza, invece, il premio andrebbe al centrodestra. Il sondaggio avverte però che il voto dichiarato per i singoli partiti non sempre si traduce in consenso per le coalizioni. Le alleanze, inoltre, non sono ancora del tutto formate: in questi giorni Sud chiama Nord di Cateno De Luca è entrato nel centrodestra e Rifondazione comunista nel Campo largo.
Il gradimento verso l’esecutivo migliora leggermente. L’indice di apprezzamento del governo passa da 40 a 41, quello di Giorgia Meloni da 41 a 42. Tra i leader l’unica variazione di rilievo riguarda Matteo Salvini, che sale da 20 a 22, anche in questo caso in relazione alla conclusione del congresso.
Resta invariata l’area dell’incertezza e dell’astensione, stimata a quasi il 41%. Secondo il sondaggio è solo da lì che potrebbero arrivare cambiamenti significativi, perché la capacità di mobilitare una parte di questo elettorato può fare la differenza.


