Il Parlamento ungherese estromette presidente e capo della Corte costituzionale

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

Il Parlamento ungherese ha approvato una modifica costituzionale che porta all’estromesso del presidente Tamás Sulyok e del presidente della Corte Costituzionale Péter Polt. La legge, proposta dal primo ministro Péter Magyar e dal suo partito Tisza, mira a porre fine al lungo dominio del partito Fidesz.

Il contesto politico

Péter Magyar ha accusato Sulyok di essere legato ai precedenti governi di Viktor Orbán e di non rispettare i principi costituzionali. "Quando ha dovuto scegliere tra i principi costituzionali e gli interessi del Fidesz, Tamás Sulyok ha sempre optato per questi ultimi", ha affermato Magyar durante un discorso al Parlamento.

Il voto parlamentare

L’emendamento è stato approvato con 139 voti favorevoli e sei contrari. Il Fidesz e i suoi alleati KDNP hanno boicottato la votazione. Sulyok ha cinque giorni per firmare l’emendamento; altrimenti, Magyar minaccia di procedere con un impeachment.

Obiettivi del nuovo governo

Péter Magyar aveva promesso durante la sua campagna elettorale di porre fine al cosiddetto “cartello mafioso” creato da Viktor Orbán durante i suoi 16 anni di presidenza. Il nuovo emendamento introduce un limite massimo di dodici anni per i membri del parlamento, oltre a istituire una nuova autorità indipendente incaricata della persecuzione della corruzione.

La reazione di Sulyok

Poco prima dell’approvazione dell’emendamento, il presidente Tamás Sulyok ha difeso la propria posizione dichiarando di essere indipendente e affermando che estrometterlo del suo incarico potrebbe causare una “crisi costituzionale”.

La controversia legale

Purtroppo per Sulyok, le sue possibilità legali sono limitate. Invocando il controllo del Parlamento su questioni di natura costituzionale, la sua unica opzione è inviare l’emendamento alla Corte Costituzionale – ma questa stessa corte potrebbe essere considerata parzialmente dalla precedente amministrazione Orbán. Un tentativo precedente da parte del presidente di far valere le proprie preoccupazioni presso la Corte è stato frustrato dalla recusazione di sette giudici, che hanno dichiarato di avere un interesse personale.

Il problema della pensione forzata

L’emendamento prevede anche l’introduzione di una pensione forzata a 70 anni per tutti i magistrati della Corte Costituzionale, portando all’estromesso di quattro giudici attuali inclusi il presidente Polt. Questa mossa potrebbe sembrare un tentativo di ripulire le file della corte da coloro che sono considerati fedeli al precedente regime.

La situazione in termini storici

Tamás Sulyok è stato designato a presidente nel 2024, dopo essere stato giudice alla Corte Costituzionale durante il periodo Orbán. È noto come uno dei presidenti meno popolari nella storia post-comunista dell’Ungheria, principalmente per la sua associazione con Viktor Orbán.

La prospettiva politica futura

Péter Magyar ha dichiarato che in poche settimane l’Ungheria avrà un nuovo presidente. Il futuro della stabilità politica dell’Europa centrale sembra ora dipendere da come Sulyok e il Parlamento risolveranno la controversia.

Le conseguenze

Péter Magyar sta cercando di porre fine a ciò che vede come un monopolio del potere esercitato dal Fidesz per troppo tempo. Tuttavia, le sue azioni suscitano preoccupazioni riguardo alla separazione dei poteri e all’autonomia della Corte Costituzionale.

L’approvazione di questa modifica costituzionale rappresenta un importante passo verso la riforma del sistema politico ungherese, ma solleva anche questioni cruciali riguardo al rispetto dei principi democratici e alla stabilità della repubblica.

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