Telefonata tra Putin e papa Leone XIV, il pontefice chiede una tregua a Oleshky

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura

Papa Leone XIV e il presidente russo Vladimir Putin si sono parlati al telefono nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre. Al centro del colloquio c’è stata la situazione di Oleshky, cittadina della regione ucraina di Kherson. Il pontefice ha chiesto al leader di Mosca una tregua per permettere l’arrivo degli aiuti umanitari.

«Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile», si legge nel bollettino della Santa Sede. Il Papa, prosegue la nota, «ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».

Secondo l’agenzia russa Interfax, Putin avrebbe attribuito «la responsabilità per la difficile situazione umanitaria» nella città al «regime di Kiev». Il presidente russo avrebbe inoltre assicurato sostegno all’«intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali». I due hanno «convenuto di interagire a questo riguardo».

Oleshky è occupata dalle forze russe e assediata da quelle ucraine. I rifornimenti di cibo e medicinali sono bloccati: secondo i russi gli abitanti sono stati «presi in ostaggio di Kiev», mentre per gli ucraini sono i russi a farlo. Del caso aveva già parlato il cardinale Matteo Zuppi a fine settembre, durante un viaggio di tre giorni a Mosca, con la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova. Zuppi aveva chiesto un corridoio umanitario.

Nel corso di quella missione, la terza come inviato del Papa, il cardinale ha potuto per la prima volta visitare un campo di detenzione e incontrare prigionieri di guerra ucraini, dopo il via libera del Cremlino su richiesta del Vaticano.

È la seconda volta che Leone XIV e Putin si parlano. Papa Francesco aveva parlato con Putin l’ultima volta il 17 dicembre 2021; dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, i suoi tentativi di contattarlo direttamente erano rimasti senza esito.

Sul piano diplomatico, a fine agosto l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, ha incontrato a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. «La posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con mezzi militari. Questa guerra deve finire», aveva detto in quell’occasione.

All’inizio di giugno, sul volo verso Madrid, era stato lo stesso Leone XIV a parlarne ai giornalisti: «Sono preoccupato per l’Ucraina. Ogni volta la situazione peggiora. Sono già quattro anni e mezzo. Occorre trovare una soluzione, promuovere i negoziati che almeno si stavano facendo, spingere per arrivare a una conclusione della violenza e della guerra. Troppe vite stanno morendo».

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