Il film Blade Runner, diretto da Ridley Scott e basato sul romanzo "Il cacciatore di androidi" di Philip K. Dick, va in onda su Sky Cinema Drama alle 19 di oggi, offrendo ai telespettatori l’occasione per immergersi nel capolavoro della fantascienza. La pellicola è ambientata in una Los Angeles futuristica e avvelenata dall’inquinamento, dove piove sempre, e narra la storia di Rick Deckard (Harrison Ford), un ex cacciatore di taglie dell’unità Blade Runner, richiamato al servizio per neutralizzare sei replicanti del modello più avanzato Nexus 6 che si sono ribellati alla schiavitù imposta dagli esseri umani e si sono nascosti nella grande città.

Ambientazione futurista e inquietante

La visione della società proposta da Blade Runner è claustrofobica e paranoica, resa invivibile da un pesante sovraffollamento urbano e inquinamento ambientale. Le specie animali sono quasi estinte, i rapporti tra gli esseri umani sono minimi, mentre le angosce esistenziali sembrano colpire soprattutto i replicanti.

Pris e la scena con J.F. Sebastian

Una delle scene più ricordate del film è quella in cui Pris (Daryl Hannah), una replicante, incontra per la prima volta il genetista J.F. Sebastian (William Sanderson). Durante le riprese dell’incontro, Daryl Hannah ha subito un incidente che le ha procurato otto punti di sutura e lasciato una cicatrice permanente.

Roy Batty: l’interpretazione creativa di Rutger Hauer

L’attore Rutger Hauer, che interpreta Roy Batty, il replicante più evoluto del gruppo ribelle, ha contribuito con diverse invenzioni creative al film. La celebre scena dell’afferramento e accarezzatura della colomba è stata completamente improvvisata da lui insieme alla famosa frase del monologo finale: «E tutti quei momenti andranno persi nel tempo… come lacrime nella pioggia». Anni dopo, Hauer ha scelto questo titolo per la propria autobiografia.

Il duello tra Deckard e Batty

Secondo l’autobiografia di Rutger Hauer, lo scontro finale tra Rick Deckard e Roy Batty sarebbe dovuto avvenire in una vecchia palestra con arti marziali. L’attore ha bocciato subito questa idea, trovandola troppo simile a Bruce Lee. È stato lui stesso a suggerire la sfida sui tetti tra i due antagonisti.

Rutger Hauer: l’elezione di Ridley Scott

Il regista Ridley Scott ha sempre considerato Rutger Hauer come la prima scelta per il ruolo di Roy Batty. Lo aveva notato in diverse pellicole e, al loro primo incontro, Hauer ha scherzato con un abbigliamento eccentrico che ha lasciato sbigottito lo sceneggiatore.

Joanna Cassidy e la sua relazione con il serpente

L’attrice Joanna Cassidy, interprete della replicante Zhora, era a suo agio con il pitone birmano al collo perché il rettile era il suo animale domestico. Il serpente si chiamava Darling.

Il germoglio di marijuana come repliche

La scena in cui Rick Deckard (Harrison Ford) fa analizzare al microscopio una squama di serpente artificiale ha un dettaglio interessante: la piantina utilizzata era in realtà un germoglio di marijuana.

L’effetto Schüfftan per gli occhi luccicanti dei replicanti

Il regista Ridley Scott e il direttore della fotografia Jordan Cronenweth hanno ottenuto l’effetto degli occhi luccicanti quando si inquadrano i volti dei replicanti utilizzando una tecnica inventata dal grande regista espressionista Fritz Lang, noto come Effetto Schüfftan. Questa ha permesso di creare un effetto luminoso che rimbalza negli occhi degli attori attraverso un pezzo di vetro semitrasparente posto a 45 gradi rispetto alla telecamera.

Philip K. Dick e Ridley Scott

Il regista Ridley Scott ha più volte dichiarato che Blade Runner è probabilmente la sua pellicola più personale e completa. È stato lui a voler usare il termine «replicanti» al posto dell’originale «androidi», giudicando questo termine troppo legato ai fumetti.

Philip K. Dick, l’autore del romanzo di partenza, riuscì solo a vedere i primi 20 minuti della pellicola prima della sua morte il 2 marzo del 1982, ma ne fu profondamente colpito dichiarando: «È davvero il mio mondo interiore. Sono riusciti a coglierlo perfettamente».

Le critiche e l’arrivo tardivo della fama cult

Anche se Blade Runner è subito stato elogiato per l’impatto visivo, al momento del suo lancio ricevette critiche per il ritmo lento e le ambientazioni cupe. Tuttavia, a distanza di quasi 40 anni sia questo film che E.T. – L’extra-terrestre sono considerati opere cult apprezzate dalla maggior parte dei critici.

Harrison Ford: l’interpretazione più autentica

Nel ruolo di Rick Deckard, Harrison Ford ha fornito un’interpretazione che Philip K. Dick trovò molto autentica, dicendo: «È stato più Deckard di quanto immaginassi».

Scorsese e il progetto fallito

Martin Scorsese e Jay Cocks hanno incontrato Philip K. Dick nel 1969 per discutere della possibilità di adattare il romanzo a un film, ma dopo un iniziale interesse hanno lasciato cadere il progetto.

La prima versione del film: quattro ore d’immagini belle e incomprensibili

La prima versione di Blade Runner durava 4 ore. La maggior parte della troupe, compresi gli sceneggiatori e il regista, hanno ammesso che era bellissima ma anche incomprensibile per il pubblico generale.

Con un’ambientazione futuristica e avvelenata dall’inquinamento, Blade Runner ha lasciato una profonda impronta sulla cultura popolare e rimane uno dei capolavori del genere fantascientifico.

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