La prima bozza della Legge di Bilancio 2026 è pronta a raggiungere il Parlamento. Si tratta di un documento articolato in 137 articoli, che conferma gran parte delle misure anticipate dal governo nelle scorse settimane, introducendo al tempo stesso alcune novità significative in materia di fisco, lavoro e welfare.
Tra i punti principali figurano il taglio dell’aliquota intermedia Irpef, la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, la nascita della Carta Valore per i neodiplomati, un pacchetto di misure per la famiglia e un contributo straordinario per banche e assicurazioni.
Fisco: riduzione dell’Irpef e Flat Tax sugli straordinari
La manovra prevede un intervento da 2,8 miliardi di euro per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi. L’aliquota intermedia Irpef scende dal 35% al 33%, mentre per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 40 mila euro debutta la Flat Tax al 15% sugli straordinari, i turni festivi e notturni, oltre che sui premi di produttività.
Questa misura, che avrà validità per tutto il 2026, permetterà di risparmiare fino a 1.500 euro all’anno per lavoratore, ma sarà limitata al settore privato, con l’esclusione del comparto turistico-alberghiero.
Parallelamente, vengono stanziati 1,9 miliardi per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e rifinanziare gli sgravi contributivi.
Rottamazione e aiuti alle famiglie
La quinta rottamazione delle cartelle fiscali sarà dilazionata in 54 rate bimestrali, con scadenza finale fissata a maggio 2035. Potranno accedere alla misura i contribuenti in regola con le dichiarazioni dei redditi.
Sul fronte del welfare, la manovra rifinanzia con 500 milioni di euro la Carta Dedicata a Te, riservata alle famiglie con redditi fino a 15 mila euro. Per i neodiplomati, invece, debutta nel 2027 la Carta Valore, un credito annuale da utilizzare per spese culturali come biglietti per cinema, teatro, musei e concerti, libri, giornali digitali, corsi di lingua o musica. Lo stanziamento previsto è di 180 milioni di euro l’anno.
Pensioni e politiche sociali
Dal 1° gennaio 2026, le pensioni minime per i soggetti in condizioni economiche disagiate cresceranno di 20 euro al mese, equivalenti a 260 euro annui.
Sul fronte familiare, la legge introduce una serie di novità per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro. Il congedo parentale potrà essere richiesto fino ai 14 anni del figlio (e non più fino a 12), mentre i genitori potranno assentarsi fino a 10 giorni l’anno in caso di malattia del minore, raddoppiando il limite precedente.
Previsti anche aiuti per i genitori separati o divorziati che devono lasciare la casa familiare di proprietà. A partire dal 2026, saranno stanziati 20 milioni di euro l’anno per sostenere chi ha figli fino a 21 anni e non è assegnatario dell’abitazione.
Incentivi per le mamme lavoratrici
Per incoraggiare l’occupazione femminile, la bozza introduce decontribuzioni totali fino a 8 mila euro per le aziende private che assumono madri di almeno tre figli minorenni, disoccupate da almeno sei mesi.
Inoltre, i genitori con almeno tre figli conviventi, di cui il più piccolo abbia meno di 10 anni (o senza limiti di età se disabile), avranno priorità nella richiesta di passaggio dal tempo pieno al part time. È prevista anche una proroga automatica dei contratti temporanei stipulati per sostituire lavoratori in congedo parentale, per un periodo massimo di un anno dopo il rientro del titolare.
Banche, assicurazioni e patrimoni
La manovra introduce una tassa straordinaria sui grandi patrimoni e sugli utili delle banche. L’imposta sostitutiva sulle riserve non distribuite salirà al 27,5% nel 2025 e al 33% nel 2026. Per lo stesso periodo, le aliquote Irap per enti creditizi e compagnie assicurative saranno incrementate di due punti percentuali.
Per i cosiddetti “paperoni stranieri” che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, la Flat Tax sui redditi prodotti all’estero aumenta da 200 mila a 300 mila euro l’anno, mentre per ogni familiare aderente sale a 30 mila euro.
Affitti brevi e accise sui tabacchi
Sul fronte immobiliare, cambia la tassazione per gli affitti brevi: la cedolare secca passa dal 21% al 26%, uniformando tutte le locazioni e cancellando le precedenti agevolazioni per chi affittava una singola unità abitativa. La stessa aliquota sarà applicata anche alle piattaforme di intermediazione online.
Infine, previsto un aumento progressivo delle accise sui tabacchi lavorati: da 30 euro ogni mille sigarette nel 2025 si passerà a 32 euro nel 2026, 35,50 nel 2027 e 38,50 euro nel 2028. Una misura che comporterà inevitabilmente un incremento dei prezzi al consumo.
Una manovra tra crescita e rigore
La Legge di Bilancio 2026 si configura come un mix di incentivi fiscali e misure redistributive, pensato per sostenere famiglie, lavoratori e natalità, ma con un’attenzione particolare alla sostenibilità dei conti pubblici. Il testo, atteso in Parlamento la prossima settimana, sarà oggetto di un acceso dibattito, tra chi ne elogia l’impianto prudente e chi, invece, lamenta la mancanza di interventi strutturali per la crescita economica e l’occupazione giovanile.