MILANO – Una serata da incorniciare per il Milan, che a San Siro conquista una vittoria pesantissima contro la Fiorentina e si prende il primo posto solitario in classifica. Dopo un primo tempo opaco e privo di grandi emozioni, la squadra rossonera ribalta tutto nella ripresa grazie a una doppietta spettacolare di Rafael Leao, tornato protagonista assoluto dopo un lungo digiuno in casa. Con questo successo, i rossoneri si issano in testa alla Serie A, un punto davanti a Inter, Napoli e Roma, in un campionato che si conferma apertissimo e imprevedibile.
Il ritorno di Pioli e un primo tempo bloccato
La sfida aveva un sapore speciale già alla vigilia. Il ritorno di Stefano Pioli a San Siro, alla guida della Fiorentina, riaccendeva ricordi intensi: l’allenatore dello scudetto 2022 è stato accolto da applausi sinceri, ma senza eccessi, in uno stadio gremito da oltre 70 mila spettatori. Emozioni e rispetto, poi spazio al campo, dove la partita si è sviluppata secondo i binari della tattica.
Le due squadre, schierate con sistemi simili, si sono annullate per lunghi tratti. Il Milan, condizionato dalle numerose assenze – Pulisic, Rabiot, Estupiñán, Nkunku e Loftus-Cheek su tutti – ha faticato a creare occasioni nitide, mentre la Fiorentina ha tenuto bene il campo ma senza affondare con convinzione. La tensione cresceva minuto dopo minuto, e gli spalti iniziavano a fremere per una gara che sembrava bloccata sullo 0-0.
L’errore che cambia tutto
Nella ripresa la Fiorentina parte con maggiore determinazione e trova subito il vantaggio grazie a un episodio rocambolesco. Al 52°, Robin Gosens approfitta di una clamorosa incomprensione tra Maignan e Gabbia: il portiere francese respinge corto su un retropassaggio mal calibrato e l’esterno viola insacca da due passi. Un gol che gela San Siro e manda in visibilio i tifosi ospiti.
Il Milan sembra accusare il colpo, ma la risposta non tarda ad arrivare. Dopo settimane di prestazioni altalenanti, Leao decide di prendere per mano la squadra. Al 65° il portoghese, servito centralmente da Modric, si libera con una finta e lascia partire un destro micidiale dai 25 metri che si infila sotto la traversa. Un gol da campione, che riaccende lo stadio e ribalta l’inerzia della partita.
Il rigore decisivo e l’apoteosi rossonera
La Fiorentina prova a reagire ma il Milan, sospinto dal pubblico e dall’entusiasmo ritrovato, cresce in fiducia e intensità. All’83° arriva l’episodio che decide la gara: Parisi colpisce Gimenez al volto in area durante un duello aereo. Dopo un lungo controllo al VAR, l’arbitro Marinelli assegna il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta ancora Rafael Leao, che con freddezza spiazza il portiere e firma il 2-1. È il suo primo rigore realizzato con la maglia del Milan, e il gol che riporta i rossoneri in vetta alla classifica dopo oltre due anni.
San Siro esplode di gioia, ma non manca un momento di apprensione: a pochi minuti dal triplice fischio, Leao lascia il campo toccandosi il polpaccio, segno di un piccolo fastidio muscolare che verrà valutato nei prossimi giorni.
Le reazioni e il peso della vittoria
In panchina, Allegri, che ha sostituito Pioli la scorsa estate, esulta con rabbia controllata: il successo è un’iniezione di fiducia per una squadra decimata dagli infortuni ma capace di reagire con carattere. “È stata una vittoria di gruppo, costruita con pazienza e spirito di sacrificio”, ha commentato il tecnico nel post partita.
Dall’altra parte, serata amara per Pioli, accolto con affetto ma costretto a fare i conti con una classifica preoccupante. La Fiorentina rimane infatti all’ultimo posto, ancora senza vittorie in campionato, nonostante gli investimenti estivi e il ritorno di Kean, apparso però lontano dalla miglior condizione.
Verso il futuro
Il Milan, invece, guarda avanti con entusiasmo: venerdì, sempre a San Siro, arriverà il Pisa, e sarà un’occasione per consolidare il primato e dare continuità a una rimonta che pochi avrebbero immaginato dopo le difficoltà iniziali.
La notte del 19 ottobre 2025 resterà impressa come quella del ritorno di Leao ai suoi livelli più alti. Dopo 17 mesi senza segnare in casa in campionato, il fuoriclasse portoghese ha ricordato a tutti perché è considerato uno dei talenti più puri del calcio europeo. Con due colpi da maestro, ha ribaltato la Fiorentina, riacceso San Siro e lanciato un messaggio inequivocabile: il Milan è tornato a fare paura.