Il ricordo di un professionista rigoroso, ironico e mai sopra le righe
Si è spento improvvisamente Paolo Sottocorona, storico meteorologo televisivo e volto amatissimo del Tg La7. Aveva 77 anni. Per oltre quindici anni ha accompagnato quotidianamente il pubblico con la sua voce pacata, la competenza scientifica e quell’ironia garbata che lo avevano reso una presenza familiare nelle case degli italiani.
Enrico Mentana, direttore del Tg La7, lo ha ricordato come “l’ultimo solista del meteo”, capace di mantenere viva una tradizione nata ai tempi di Edmondo Bernacca e Andrea Baroni, quando le previsioni del tempo erano un momento di divulgazione autentica, a metà strada tra la scienza e la narrazione. “Conoscevo Paolo da quarant’anni — ha spiegato Mentana — dai tempi in cui lavorava in Rai, a UnoMattina. Era una persona ironica, mai pomposa, con modi gentili e un’eleganza d’altri tempi. Sapeva entrare nella vita delle persone con naturalezza, senza mai forzare la scena.”
Una carriera costruita sull’equilibrio
Ufficiale dell’Aeronautica militare prima di approdare al piccolo schermo, Sottocorona aveva fatto della sobrietà e della precisione il tratto distintivo del suo lavoro. L’esperienza militare gli aveva trasmesso disciplina e rigore, che uniti a una profonda passione per la meteorologia lo avevano reso un punto di riferimento nel panorama televisivo.
Negli anni in cui il dibattito sul cambiamento climatico è diventato terreno di scontro politico e ideologico, Sottocorona ha mantenuto un atteggiamento equilibrato, preferendo l’analisi ai toni catastrofici. Con uno stile asciutto e al tempo stesso empatico, riusciva a spiegare i fenomeni atmosferici senza mai cedere all’allarmismo, ma nemmeno all’indifferenza. “Ha sempre saputo — ha ricordato ancora Mentana — tenere un tono pacato, sul filo dell’ironia, senza permettere a nessuno di fare il fenomeno.”
Un volto rassicurante e mai protagonista
A differenza di molti volti televisivi contemporanei, Sottocorona non cercava visibilità né riflettori. Nel grande open space della redazione del Tg La7 occupava una scrivania discreta, preferendo il dialogo sommesso con i colleghi alle luci dello studio. Non aveva mai avanzato richieste personali, e se qualche volta si soffermava a conversare, lo faceva per commentare un buon vino rosso o una lettura interessante.
La sua immagine in onda rifletteva perfettamente il suo carattere: composta, essenziale, sempre con un sorriso accennato che sembrava dire più di mille parole. Per molti spettatori rappresentava una presenza rassicurante, capace di portare un momento di calma nel flusso incalzante delle notizie. Anche quando le condizioni meteo erano difficili, il suo modo di raccontarle trasmetteva serenità e misura.
Un uomo curioso e vitale
Nonostante l’età, Sottocorona era rimasto un uomo pieno di energia. Amava la moto, la natura e la vita all’aria aperta. Chi lo frequentava sapeva della sua dieta quasi vegetariana, della sveglia all’alba e della passione per i viaggi, che lo tenevano sempre in contatto con il mondo. Nonostante i decenni trascorsi in televisione, non aveva mai smesso di coltivare la curiosità scientifica e l’ironia, ingredienti che gli permettevano di rendere leggeri anche gli argomenti più tecnici.
Un’eredità umana e professionale
Con la sua scomparsa, la televisione italiana perde non solo un professionista esemplare, ma anche un simbolo di un modo di comunicare sobrio e rispettoso, lontano dall’enfasi e dalla spettacolarizzazione. Un meteorologo “solista”, come lo ha definito Mentana, che sapeva coniugare rigore e umanità.
Il pubblico lo ricorderà per la voce calma, le mappe colorate e quel sorriso che precedeva sempre la chiusura del suo spazio. Ma anche per la sua coerenza e per la capacità di rimanere sé stesso in un mondo televisivo in costante trasformazione. Paolo Sottocorona lascia un’eredità di stile, competenza e gentilezza: qualità rare, oggi più che mai necessarie.