L’operazione coordinata dalla Guardia di Finanza su mandato della Procura di Lecce. Coinvolti utenti in 80 province italiane. “Chi sbaglia paga”, afferma la Lega Serie A
DAZN passa all’azione contro la pirateria digitale. La piattaforma di streaming sportivo ha inviato lettere a circa duemila utenti italiani accusati di aver usufruito illegalmente del servizio, guardando partite di Serie A e altri contenuti coperti da diritto d’autore tramite abbonamenti pirata. Nelle comunicazioni, l’azienda propone una “composizione bonaria” della vicenda: un versamento di 500 euro come indennizzo forfettario per chiudere la questione senza ricorrere alle vie legali.
Secondo quanto riportato da fonti interne, la cifra richiesta rappresenta una soluzione transattiva rispetto ai potenziali risarcimenti danni, che in sede giudiziaria potrebbero ammontare a diverse migliaia di euro. “L’obiettivo non è punire, ma dissuadere e ristabilire la legalità nel mercato dei contenuti audiovisivi”, spiegano fonti vicine all’emittente.
Le indagini della Guardia di Finanza
L’iniziativa è il risultato di un’ampia indagine condotta dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce, sotto il coordinamento della Procura salentina. Le investigazioni, durate mesi, hanno permesso di smantellare una rete IPTV illegale che trasmetteva eventi sportivi in violazione della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941).
Attraverso un’analisi incrociata di dati anagrafici, bancari e digitali, le Fiamme Gialle hanno identificato migliaia di utenti che avevano acquistato abbonamenti pirata per accedere a contenuti di DAZN, Sky e altri broadcaster. Gli utenti coinvolti, distribuiti in 80 province italiane, erano già stati sanzionati amministrativamente nei mesi scorsi. Le informazioni raccolte sono state poi trasmesse alle emittenti titolari dei diritti, che hanno avviato azioni di risarcimento.
Il contenuto della lettera
Nella comunicazione inviata agli utenti, DAZN scrive:
“Per evitare di intraprendere iniziative giudiziarie di natura risarcitoria e protettiva, con conseguente aggravio di costi, la società intende verificare la possibilità di una composizione dell’accaduto mediante il versamento di un indennizzo forfettario di 500 euro e con il formale impegno, da parte Sua, a non porre in essere ulteriori comportamenti che ledano i diritti della scrivente.”
L’azienda sottolinea che l’azione è circoscritta e legittima: “I broadcaster hanno diritto di conoscere i nominativi di chi ha violato il diritto d’autore ed è stato sanzionato. DAZN utilizza i dati solo per ottenere il legittimo indennizzo per i danni subiti.”
La collaborazione delle procure e delle emittenti
L’operazione segna un cambio di passo nella lotta alla pirateria audiovisiva. Le Procure di Lecce, Bologna, Cagliari, Napoli e Catania stanno lavorando congiuntamente per contrastare il fenomeno, che ogni anno genera perdite per centinaia di milioni di euro a danno delle emittenti, delle leghe calcistiche e dell’intera filiera audiovisiva.
Secondo le stime, nel solo 2025 oltre 2.500 utenti sono già stati sanzionati, mentre altri 3.000 risultano in fase di identificazione. Parallelamente, le autorità hanno smantellato piattaforme di streaming illegale con milioni di accessi, come il sito “Calcio”, che aveva raggiunto 123 milioni di visite.
Le reazioni del settore
“Guardare illegalmente contenuti non è un gesto furbo, né gratuito. È un atto che danneggia lo sport e mette a rischio chi lo compie”, ha dichiarato Stefano Azzi, amministratore delegato di DAZN Italia. “Le azioni risarcitorie sono un deterrente necessario: un danno economico che equivale a dieci anni di abbonamenti regolari.”
Sulla stessa linea il presidente della Lega Serie A, Luigi De Siervo, che ha parlato di “svolta epocale” nella lotta alla pirateria: “Finalmente si concretizza il principio secondo cui chi sbaglia paga. Chi sceglie la via illegale dovrà risarcire i titolari dei diritti sfruttati indebitamente. L’epoca dell’impunità sta finendo.”
Anche la Guardia di Finanza ha evidenziato un aspetto positivo dell’operazione. Il generale Crescenzo Sciaraffa, comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi, ha sottolineato “la crescente collaborazione dei cittadini sanzionati, alcuni dei quali hanno fornito informazioni utili per individuare gli organizzatori delle reti pirata”.
Una battaglia ancora aperta
La pirateria digitale, definita dalla Guardia di Finanza un “moltiplicatore di illegalità”, continua a rappresentare una minaccia per l’industria dell’intrattenimento e per l’economia legale. Alimenta, secondo gli inquirenti, circuiti di evasione fiscale, lavoro nero e riciclaggio.
Con l’invio delle lettere agli utenti pirata, DAZN inaugura una nuova fase della strategia anti-pirateria, basata non solo sul sequestro delle piattaforme illegali ma anche sulla responsabilizzazione diretta dei consumatori. Un segnale forte a tutela dei diritti d’autore e della sostenibilità economica dello sport in Italia.