Familia all’Oscar: il coraggio di sfidare i votanti dell’Academy con un dramma scomodo
Il film “Familia”, diretto da Francesco Costabile, affronta un tema di rilevanza tragica e sempre attuale: la violenza domestica. Questo dramma coraggioso riesce a scuotere lo spettatore con la sua scelta narrativa, in cui la vittima non viene rappresentata come un’eroina in lotta, ma piuttosto come una figura quasi rassegnata, una complice passiva della sua condizione. Questo approccio potrebbe risultare disorientante per il pubblico, ma il valore della pellicola e l’eccellenza degli attori riescono a trasmettere una potente verità.
L’interrogativo che sorge è se i membri dell’Academy, così come è accaduto agli esperti del settore, rimarranno sorpresi dalla candidatura di “Familia” nella categoria del Miglior film internazionale. Saranno pronti a premiare un film che propone un linguaggio cinematografico meno convenzionale e più complesso, rispetto a opere che offrono una fruizione immediata e accessibile? L’obiettivo della produzione, infatti, non è solo partecipare, ma ambire alla vittoria o almeno guadagnarsi una nomination.
La Francia, dopo un lungo periodo di delusioni, ha optato per un film di un cineasta iraniano, finanziato da capitali francesi, che veicola un messaggio potente e chiaro. Resta da vedere se l’approccio adottato dall’opera italiana susciterà un impatto simile. Il desiderio è che il film possa ricevere apprezzamenti anche oltreoceano, per raggiungere quei risultati che in patria sembrano non essere garantiti. È importante riscontrare che quando “Familia” fu distribuito nei cinema, pur avendolo io sostenuto, mi trovai in pochi a farlo. L’aspettativa è che i giudizi dei critici internazionali siano più generosi di quelli italiani.


