Un ordigno esplosivo piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore televisivo Sigfrido Ranucci, volto di punta della trasmissione d’inchiesta Report, ha scosso la tranquillità di una notte di metà ottobre. L’attentato è avvenuto nella tarda serata di giovedì, intorno alle 22, nella località di Campo Ascolano, tra Roma e Pomezia. L’esplosione ha distrutto completamente la vettura di Ranucci e ha provocato gravi danni anche a una seconda auto di famiglia e alla facciata dell’abitazione. Fortunatamente non si registrano feriti.
Secondo le prime ricostruzioni, la deflagrazione sarebbe stata causata da un ordigno artigianale di notevole potenza, stimato in circa un chilo di esplosivo. L’onda d’urto ha scagliato detriti per diversi metri, rompendo vetri e danneggiando le auto vicine. Solo il caso ha evitato una tragedia, dal momento che la figlia del giornalista, che utilizza abitualmente una delle vetture colpite, avrebbe parcheggiato l’auto pochi minuti prima dell’esplosione.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, la Digos, i vigili del fuoco e la polizia scientifica, che hanno isolato l’area e avviato i rilievi. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per attentato dinamitardo, affidando le indagini agli investigatori dell’antiterrorismo. Il prefetto è stato informato nella notte, e già dalle prime ore del mattino si è tenuta una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Le prime ipotesi
Gli inquirenti stanno vagliando diverse piste, ma la più accreditata resta quella di un atto intimidatorio legato all’attività professionale del giornalista. Ranucci, da anni al timone di Report, è noto per le sue inchieste di grande impatto, spesso focalizzate su temi di corruzione, malaffare e poteri occulti.
Solo pochi giorni fa, la trasmissione aveva anticipato alcuni dei nuovi filoni investigativi che sarebbero stati trattati nelle prossime puntate. La coincidenza temporale tra quegli annunci e l’attentato ha spinto gli investigatori a non escludere un collegamento diretto. «La potenza dell’esplosione è tale che avrebbe potuto uccidere chiunque si trovasse nei paraggi», si legge nel comunicato diffuso sui canali social ufficiali di Report nelle ore successive all’attacco.
Le autorità stanno inoltre verificando la presenza di telecamere di sicurezza nella zona, nella speranza di individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti all’esplosione. È stata disposta anche una perizia sugli inerti ritrovati sul posto, per stabilire la composizione dell’esplosivo utilizzato e il possibile modus operandi degli autori.
Solidarietà dal mondo del giornalismo e della politica
La notizia dell’attentato ha immediatamente suscitato una ondata di solidarietà da parte di colleghi, istituzioni e cittadini. L’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) hanno espresso “sdegno e preoccupazione per un gesto che rappresenta un grave attacco alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini a essere informati”.
Anche esponenti del governo e del Parlamento hanno manifestato vicinanza al giornalista. Il ministro dell’Interno ha parlato di “atto gravissimo e inquietante”, assicurando “la massima attenzione delle forze dell’ordine per individuare i responsabili e garantire la sicurezza dei professionisti dell’informazione”.
Un simbolo della libertà d’inchiesta
Sigfrido Ranucci è uno dei volti più riconoscibili del giornalismo investigativo italiano. Succeduto a Milena Gabanelli nella conduzione di Report, è noto per un approccio rigoroso e per la capacità di affrontare argomenti complessi con trasparenza e coraggio.
L’attentato di Campo Ascolano rappresenta un nuovo episodio nella lunga lista di minacce e intimidazioni rivolte ai giornalisti d’inchiesta. Secondo i dati dell’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, solo nel 2024 sono stati registrati oltre 400 casi di minacce o aggressioni ai danni di operatori dell’informazione in Italia.
Indagini in corso e misure di sicurezza
Gli investigatori non escludono che l’ordigno sia stato collocato da una o più persone con una conoscenza diretta della zona, un’area residenziale poco illuminata e con scarsa sorveglianza notturna. Si sta inoltre valutando la possibilità di disporre una scorta temporanea per il giornalista e la sua famiglia, almeno fino a quando non saranno chiarite le circostanze dell’attentato.
Nel frattempo, la redazione di Report ha confermato che le inchieste in preparazione non subiranno alcuna interruzione. “La verità non si ferma con la paura”, è la frase con cui la trasmissione ha chiuso il suo ultimo comunicato, ribadendo l’impegno a proseguire le indagini giornalistiche previste per le prossime settimane.
Un messaggio di coraggio e determinazione che si contrappone all’ombra della violenza, ricordando come la libertà di stampa resti uno dei pilastri fondamentali della democrazia.