Le dichiarazioni di Ilaria Salis, eurodeputata del gruppo The Left, tornano a scuotere il dibattito politico italiano ed europeo. In un post pubblicato sui social, la parlamentare ha annunciato un evento al Parlamento europeo dedicato al tema del diritto alla casa, cogliendo l’occasione per collegare il problema abitativo a due episodi recenti che hanno scosso l’opinione pubblica: il suicidio di un uomo a Sesto San Giovanni durante uno sfratto e l’esplosione di Castel d’Azzano (Verona), in cui hanno perso la vita tre carabinieri impegnati in un’operazione di sgombero.

Nel suo intervento, Salis ha denunciato le radici sociali e politiche di queste tragedie, affermando che «alla base di gesti estremi e fatti terribili c’è una questione sistemica: la negazione di un diritto fondamentale». Secondo la deputata, la casa è diventata nel tempo un bene speculativo, frutto di un modello economico che privilegia il profitto a scapito dei bisogni essenziali delle persone. Da qui, la sua accusa diretta: «Se la politica continuerà a non affrontare le cause profonde di questa crisi, dovrà considerarsi corresponsabile, insieme a quel capitalismo che ha trasformato la casa da bene essenziale a merce».

L’eurodeputata ha poi sottolineato come «avere la sicurezza di un tetto sopra la testa non possa essere un privilegio di classe, ma una condizione imprescindibile per una vita dignitosa». Le sue parole si inseriscono nel contesto dell’iniziativa europea intitolata “Popular Assembly for Housing Justice: Homes for People, Not for Profit”, organizzata in collaborazione con le delegazioni di sinistra presenti all’Europarlamento. L’obiettivo, ha spiegato Salis, è quello di creare un momento di confronto tra movimenti sociali, associazioni e rappresentanti politici per promuovere una nuova visione del diritto all’abitare, fondata sulla solidarietà e sulla giustizia sociale.

Le dichiarazioni della deputata, tuttavia, hanno scatenato una tempesta politica in Italia. Esponenti del centrodestra hanno interpretato le sue parole come una difesa indiretta dei fratelli Ramponi, accusati dalla Procura di Verona di aver preparato l’ordigno che ha provocato l’esplosione costata la vita ai tre militari. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha parlato di “un’affermazione indecente”, accusando Salis di “difendere chi ha compiuto una strage di carabinieri”. Ha poi aggiunto: «Chi la sostiene e la difende si rende complice di un messaggio che offende le vittime e le loro famiglie. La sinistra sceglie l’orrore contro la vita e contro la legalità».

Anche la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi è intervenuta per chiarire la posizione del suo partito: «Nessuno mette in discussione la gravità del disagio sociale o la sofferenza di chi perde la propria casa», ha dichiarato, «ma nessuna condizione economica o psicologica può giustificare un atto di violenza che distrugge vite umane». Ambrosi ha ricordato inoltre che lo sgombero di Castel d’Azzano era stato disposto legalmente a seguito di una sentenza civile: l’immobile era stato pignorato per ripianare i debiti contratti dai fratelli Ramponi in seguito a un risarcimento dovuto alla famiglia di Davide Meldo, un uomo morto nel 2012 in un incidente provocato da uno dei tre.

La posizione di Salis, pur non giustificando esplicitamente la violenza, pone al centro il tema della responsabilità politica nella gestione della crisi abitativa. Secondo l’europarlamentare, il crescente numero di sfratti e sgomberi in Europa riflette l’incapacità dei governi di garantire una rete di sicurezza sociale. Il diritto alla casa, sostiene, dovrebbe essere equiparato ai diritti fondamentali sanciti dalle costituzioni e dai trattati internazionali, superando la logica del mercato immobiliare come unico parametro di valore.

Sul piano politico, l’episodio evidenzia ancora una volta la frattura tra le forze progressiste e quelle conservatrici su temi di giustizia sociale e redistribuzione. Per la sinistra europea, la questione abitativa rappresenta una priorità da affrontare con politiche pubbliche mirate, investimenti strutturali e una revisione del sistema di affitti e proprietà. Per la destra, invece, il discorso di Salis rischia di strumentalizzare una tragedia e di indebolire la fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine.

In un contesto politico già teso, le parole dell’eurodeputata aggiungono un ulteriore elemento di conflitto ma, al tempo stesso, riportano in primo piano un tema spesso ignorato: quello dell’accesso equo alla casa e del ruolo dello Stato nella tutela dei cittadini più vulnerabili. La discussione, dunque, non si limita al caso di Castel d’Azzano, ma si estende a una riflessione più ampia sulla crisi sociale che attraversa l’Europa contemporanea, dove il diritto all’abitare è sempre più minacciato da precarietà economica e disuguaglianze crescenti.

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