La scena politica campana si prepara a un confronto che promette di attirare l’attenzione nazionale. Tra i candidati alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025 ci saranno infatti Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura, e Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei. Due nomi già noti alle cronache, non solo per ragioni politiche ma anche per le vicende personali che, nei mesi scorsi, hanno tenuto banco nelle aule di tribunale e sui giornali.

Questa volta, però, l’arena sarà quella delle urne campane, dove entrambi cercheranno di conquistare la fiducia degli elettori: lui con Fratelli d’Italia, lei con il movimento guidato da Stefano Bandecchi, sindaco di Terni.

Il ritorno di Sangiuliano: “Riprendo un dialogo con i miei concittadini”

Dopo settimane di indiscrezioni, Gennaro Sangiuliano ha confermato ufficialmente la sua candidatura in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “Ho accettato l’invito che mi è arrivato dai vertici di Fratelli d’Italia: guiderò la lista al Consiglio regionale della Campania”, ha dichiarato l’ex ministro, sottolineando di voler “riprendere un discorso con i propri concittadini”.

Dopo le dimissioni dal governo, Sangiuliano è tornato al suo lavoro in Rai come giornalista, ma la spinta verso la politica non si è mai affievolita. “La decisione – ha spiegato – è maturata dopo confronti intensi con persone a me molto vicine: Giovanni Donzelli, Ignazio La Russa e Arianna Meloni. Ne ho parlato anche con Edmondo Cirielli, che stimo profondamente”.

L’ex ministro ha precisato che nella sua candidatura “non c’è alcun intento di rivalsa né di riscatto personale”, ma soltanto la volontà di contribuire alla crescita della propria regione. “I fatti mi hanno già dato ragione – ha aggiunto – e alcune verità giudiziarie sono emerse”.

I rapporti con Giorgia Meloni e le tensioni con la Rai

Sangiuliano ha voluto chiarire anche i suoi rapporti con la premier Giorgia Meloni, smentendo voci di presunti attriti: “Con la presidente del Consiglio non c’è alcuna freddezza. Anzi, mi ha detto: In bocca al lupo, fai le cose per bene.”

Ben diversa la situazione con l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che ha criticato duramente la sua candidatura, sostenendo che “la Rai non è un tram da cui si scende e si risale a piacimento”. In risposta, l’ex ministro ha richiamato i principi costituzionali: “L’articolo 51 della Costituzione è chiaro: la partecipazione alla vita politica è un diritto di ogni cittadino. Forse perché sono di destra dovrei esserne escluso?”.

Il caso Boccia: un passato che torna nel presente

Sullo sfondo della corsa elettorale si staglia l’ombra della vicenda che mesi fa aveva coinvolto Sangiuliano e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, oggi a sua volta candidata in Campania. I due, secondo quanto ammesso dallo stesso ex ministro, avrebbero avuto una relazione, conclusa in modo turbolento.

La Boccia, attualmente indagata per cinque capi d’accusa legati a presunte aggressioni ai danni dell’allora ministro, rischia di dover affrontare un processo. Interpellato sulla questione, Sangiuliano ha preferito non entrare nel merito: “Non ho nulla da aggiungere. Ho fiducia nella magistratura italiana. Sarà la giustizia a fare il suo corso”.

Il giornalista ha evitato anche le domande più personali riguardanti il suo matrimonio con Federica Corsini, limitandosi a dire: “Amo mia moglie, ma queste sono vicende private”.

Una sfida che va oltre la politica

La candidatura contemporanea di Sangiuliano e Boccia rende inevitabile un’attenzione mediatica particolare verso la campagna elettorale campana, che si preannuncia tra le più osservate d’Italia. Sul fronte del centrodestra, Sangiuliano si propone come figura di spicco e punto di riferimento per Fratelli d’Italia, mentre Boccia rappresenta l’anima più civica e imprenditoriale del movimento di Bandecchi.

Il loro incrocio alle urne ha il sapore di un duello politico e simbolico, che intreccia potere, ambizione e destini personali. Per entrambi si tratta di una prova decisiva: per Sangiuliano, la possibilità di rientrare da protagonista nella politica attiva; per Boccia, l’occasione di scrollarsi di dosso le ombre del passato e rilanciare la propria immagine pubblica.

Il 23 e 24 novembre, la Campania non sarà soltanto teatro di una competizione regionale, ma anche il banco di prova di due percorsi intrecciati, dove politica, giustizia e vita privata si fondono in una storia destinata a far discutere ancora a lungo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *