La Commissione Europea ha presentato una proposta per vietare l’accesso ai social media ai minori, con l’obiettivo di proteggerli dai rischi legati all’uso precoce e incontrollato delle piattaforme digitali. Secondo Bruxelles, la misura servirebbe a tutelare la salute mentale dei più giovani e a contrastare fenomeni come la dipendenza da contenuti e la disinformazione.
Gli esperti, però, restano scettici. Il principale punto critico riguarda la verifica dell’età: i sistemi di controllo attuali sono facilmente aggirabili e quelli più sofisticati, come il riconoscimento facciale o l’uso dei documenti d’identità, sollevano gravi questioni di privacy.
Molti osservatori temono che un divieto assoluto possa risultare inefficace o addirittura controproducente, spingendo i ragazzi verso piattaforme non regolamentate. La sfida, dunque, sarà trovare un equilibrio tra tutela e libertà digitale, senza cadere nell’illusione di una soluzione puramente tecnica a un problema che resta, prima di tutto, educativo.