Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la sua campagna contro i principali produttori di petrolio americani, accusandoli di guadagnare troppo denaro mentre gli americani affrontano prezzi elevati al carburante. In un’intervista nella Sala Ovale del White House il 3 agosto 2026, Trump ha specificamente chiamato in causa Exxon Mobil e Chevron dopo che entrambe le compagnie hanno segnalato profitti record per il loro ultimo trimestre.
Prezzi al carburante in ascesa
L’ultimo rapporto del dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti mostra che i prezzi medi al litro di benzina negli USA si sono stabilizzati intorno ai 1,56 dollari (circa 1,23 euro), un aumento significativo rispetto alle cifre precedenti a febbraio quando il prezzo era inferiore ai 90 centesimi. L’aumento dei prezzi del petrolio ha portato i profitti delle compagnie petrolifere al livello più alto registrato negli ultimi anni.
Pressione politica crescente
Il governo Trump è sotto pressione per dimostrare che sta agendo per ridurre i prezzi al carburante, soprattutto a meno di due mesi dalle elezioni intermedie. Il presidente ha insistito sulla necessità delle compagnie petrolifere di "dare indietro parte del loro guadagno ai consumatori" e ha chiesto che vengano ridotti i prezzi al consumo.
Accuse contro Exxon Mobil e Chevron
Trump si è particolarmente rivolto a due delle maggiori compagnie petrolifere americane, Exxon Mobil e Chevron. "Chevron, troppo denaro; Exxon Mobil, troppo, troppo denaro", ha dichiarato Trump in una conferenza stampa nella Sala Ovale. Il presidente ha ribadito che il suo governo è un sostenitore del libero mercato ma non può tollerare profitti eccessivi mentre i cittadini affrontano costi elevati.
Risposta delle compagnie petrolifere
Entrambe le aziende hanno rifiutato di commentare le accuse del presidente. Inoltre, i vertici delle due compagnie hanno sottolineato durante le chiamate degli utili che la capacità di raffineria limitata potrebbe mantenere gli elevati prezzi al carburante anche nel corso dell’autunno.
Reazione della lobby petrolifera
Andrea Woods, portavoce del American Petroleum Institute (API), ha affermato in un comunicato stampa che i prezzi sono "determinati da fattori globali di domanda e fornitura". L’API rappresenta le principali compagnie petrolifere americane.
Investigazioni governative
In giugno, Trump aveva già ordinato al dipartimento della Giustizia di indagare sulle compagnie petrolifere per non ridurre rapidamente i prezzi del carburante anche se i costi del petrolio iniziavano a scendere. Le stazioni di servizio sono generalmente gestite da piccoli imprenditori e non dai grandi gruppi petroliferi.
Social media: il tono duro continua
Il giorno seguente l’intervista nella Sala Ovale, Trump ha criticato anche il CEO di Chevron Mike Wirth su social network. Il presidente gli ha chiesto di ridurre i prezzi del carburante e ha affermato che senza la sua amministrazione "l’industria petrolifera e il nostro paese sarebbero morti".
Economia globale e politica internazionale
L’aumento dei prezzi al carburante è in gran parte dovuto a una serie di eventi geopolitici. Gli attacchi contro l’Iran nel mese di febbraio hanno causato interruzioni nella fornitura petroliera da Medio Oriente, aggravando la già instabile situazione del mercato energetico.
Prospettive future
Mentre le accuse continue del presidente Trump contro le compagnie petrolifere mantengono l’attenzione mediatica su questo tema, rimane incerta come le industrie reagiranno a queste pressioni. Mentre il governo cerca di ridurre i prezzi al carburante prima delle elezioni intermedie, sarà interessante vedere se e quanto la situazione si risolverà nei prossimi mesi.