Nel corso delle elezioni nazionali del 21 maggio, il parlamento cipriota risulta più frammentato con l’emergere di nuove forze politiche che contestano lo status quo. La destra estrema ha guadagnato terreno e gruppi anti-establishment sono entrati in scena.

Il risultato delle elezioni

Secondo i dati ufficiali, il partito centrodestra Democratic Rally (DISY) è arrivato primo con circa il 27,2% dei voti, confermando la sua posizione al parlamento con 17 seggi. In seconda posizione si trova il Partito Progressista del Lavoro Comunista con il 23,9% e 15 seggi. Il terzo posto è stato conquistato dal National Popular Front (ELAM), un partito di estrema destra che ha ottenuto il 10,9% dei voti e si prevede che passi da tre a otto sedi al parlamento.

La progressiva avanzata della destra estrema in Europa

Il ministro delle Finanze Makis Keravnos ha dichiarato che la frammentazione è un fenomeno europeo e non specifico di Cipro. “Non sono preoccupato; ritengo che siano parte del sistema democratico, il quale ha meccanismi autoregulatori in fondo,” ha affermato Keravnos durante un’intervista con POLITICO il 23 maggio.

Contexto politico di Cipro

Cipro, attualmente presidente rotativo del Consiglio dell’Unione Europea fino alla fine di giugno, è governata in sistema presidenziale. Il parlamento, formato da cinquantasei membri, ha poteri limitati rispetto al governo.

Le nuove forze politiche

Il National Popular Front (ELAM), un’officina del partito greco neo-nazista Golden Dawn dismesso, si è posizionato terzo con il 10,9% dei voti e otterrà otto seggi al parlamento. La sua campagna ha enfatizzato temi come l’immigrazione e la relazione con la Turchia e i ciprioti turchi sull’isola divisa.

Il nuovo partito di Fidias Panayiotou

Un nuovo arrivato sullo scenario politico è il partito Direct Democracy, fondato dall’influencer YouTube Fidias Panayiotou. Il suo candidato ha ottenuto il 5,4% dei voti e quattro seggi al parlamento. Con la sua campagna caratterizzata da un naso di pagliaccio, Panayiotou vuole promuovere una partecipazione diretta del cittadino nella politica attraverso l’utilizzo della tecnologia.

Alleanze future per il presidente Christodoulides

Il presidente Nikos Christodoulides, eletto indipendentemente nel 2023, dovrà forse formare nuove alleanze se deciderà di candidarsi per un secondo mandato in vista delle elezioni presidenziali del 2028. L’attuale governo non contava il sostegno dei principali partiti parlamentari e la frammentazione si rivela una sfida notevole.

Il declino di partiti tradizionali

Harry Tzimitras, direttore del Centro Cipriota dell’Istituto per la Ricerca della Pace Oslo, ha osservato che l’era dei partiti politici che hanno dominato la scena per cinquant’anni sembra giunta al termine. “Partiti tradizionali stanno perdendo terreno a favore di nuove movimentazioni politiche che godono del sostegno popolare,” ha spiegato Tzimitras.

Difetti e sfide per il nuovo governo

La frammentazione rende più difficile la formazione di alleanze governative, e questo implica un potenziale rallentamento nella legislazione. Gli attuali dibattiti pubblici riguardano l’eventuale sospensione o abolizione del National Council, il consiglio dove si discute della questione cipriota.

Un futuro incerto per Cipro

Il prossimo governo dovrà affrontare sfide complesse in un contesto politico più frammentato. La destra estrema e le nuove forze anti-establishment stanno riscuotendo successo grazie alla loro visione radicale di cambiamento sociale ed economico.

Il risultato delle elezioni segna una svolta per la politica cipriota, aprendo nuovi scenari e sfide. Il futuro dell’isola sembra dipendere da come il presidente Christodoulides e i partiti emergenti sapranno gestire queste dinamiche.

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