La Commissione europea riprende il progetto di fabbrica di chip AI per ridurre la dipendenza

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura
Punti chiave

La Commissione Europea sta rilanciando un obiettivo vecchio di anni: creare una fabbrica europea di chip artificial intelligence (AI) per ridurre la dipendenza dai produttori americani e asiatici. Secondo fonti al corrente delle trattative, l’organismo esecutivo sta collaborando con il centro belga Imec e l’agenzia tedesca SPRIND per elaborare un piano iniziale per una fabbrica di semiconduttori di ultima generazione.

Un tentativo ambizioso ma complesso

L’iniziativa riflette il timore che l’Europa si sia distanziata notevolmente dalla concorrenza nel campo della tecnologia chiave per l’economia AI. Attualmente, gran parte del design e della produzione di questi chip avviene negli Stati Uniti, in Taiwan e in Corea del Sud.

I dubbi sulle precedenti tentativi

Tuttavia, i precedenti tentativi di attirare la produzione di chip avanzata in Europa hanno incontrato ostacoli significativi. Nel 2022, l’allora commissario per il mercato interno Thierry Breton aveva cercato di portare avanti questa idea, ma il piano di Intel di costruire una gigantesca fabbrica in Germania si è sgretolato a causa dei problemi finanziari della società americana.

Il nuovo progetto Chips Act 2.0

La Commissione sta lavorando su un nuovo pacchetto legislativo, noto come Chips Act 2.0, che verrà presentato la prossima settimana e mira a ridurre l’indipendenza tecnologica dell’Europa dai paesi stranieri. Il documento propone incentivi per incoraggiare gli investitori privati a finanziare grandi “progetti strategici” finalizzati al “sovranismo produttivo avanzato, design di chip avanzato e resilienza della catena di approvvigionamento.”

Il ruolo di Imec

Imec, il centro belga di ricerca e sviluppo di semiconduttori, ha ricevuto nel 2023 un finanziamento EU di 700 milioni di euro per lo sviluppo di chip “due-nanometri” della prossima generazione, attesi come più potenti e efficienti energeticamente rispetto ai modelli attuali. L’obiettivo è ora di esplorare la possibilità di costruire una fabbrica per produrre chip AI a un nanometro in Germania entro il 2035.

Dubbi sul mercato europeo e sui finanziamenti

Tuttavia, ci sono molte incertezze. Ad esempio, Christophe Fouquet di ASML ha sottolineato che gran parte della produzione potrebbe essere destinata all’estero. Inoltre, la necessità di fondi pubblici per rendere il progetto viabile è un’altra preoccupazione.

Il caso giapponese come esempio?

Alcuni hanno suggerito che l’iniziativa europea potrebbe ispirarsi al modello Rapidus del Giappone, una società fondata nel 2022 con il sostegno delle aziende e dell’amministrazione giapponese, che mira a iniziare la produzione di grandi quantità di chip avanzati nel 2027.

Il dibattito continua

La discussione intorno alla possibilità di costruire una fabbrica europea di semiconduttori AI rimane al suo stadio iniziale. Ancora non sono state prese decisioni su dove collocare la fabbrica o come finanziarla.

Le sfide da affrontare

Inoltre, ci sono dubbi sulla domanda di chip avanzati in Europa e se i designer avranno fiducia nell’investire nella produzione locale. Tuttavia, Imec sostiene che l’industrializzazione è “la fase strutturale successiva” per il progetto europeo dei semiconduttori dopo lo Chips Act del 2023.

Conclusioni e incertezze

Il nuovo pacchetto legislativo mira anche a creare strumenti per affrontare le crisi della catena di approvvigionamento, come quelle riscontrate l’anno scorso. Tuttavia, il successo del progetto rimane incerto e dipenderà da vari fattori economici e politici.

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