Quando il Regolamento sulle Mercati Digitali (DMA) dell’Unione Europea ha aperto l’ecosistema iPhone di Apple nel 2024, Aptoide, una piattaforma sviluppata a Lisbona, ha intrapreso la propria avventura nell’universo delle app. La società ha lanciato un proprio negozio d’app con tariffe inferiori a quelle standard di Apple, sperando di attrarre sviluppatori indipendenti e applicazioni lontano dal monopolio della casa americana.

Un inizio promettente che si incrina

Secondo quanto riportato da Paulo Trezentos, il CEO di Aptoide, la piattaforma aveva un grande potenziale. Tuttavia, due anni dopo l’avvio dell’attività, quel potenziale sta iniziando a svanire.

“Le condizioni imposte da Apple rendono difficile sfruttare le possibilità offerte dal DMA per condurre un affare vantaggioso,” ha dichiarato Trezentos. La situazione è ancora più critica per i concorrenti di Aptoide: nel gennaio scorso, SetApp Mobile ha chiuso le proprie attività a causa delle complesse e ambigue clausole contrattuali.

Il ritmo lento del DMA preoccupa

Mentre il DMA celebra i suoi due anni di vita e si prepara ad affrontare un esame obbligatorio da parte della Commissione Europea, una crescente serie di critiche mette in dubbio la sua efficacia.

“Ci era stato promesso che il DMA avrebbe fornito più certezza e velocità. Al momento non abbiamo né l’una né l’altra,” ha affermato Fiona Scott Morton, professore di economia all’Università Yale specializzato in politica antitrust digitale.

Le critiche sono molteplici: da una mancanza di personale nella sede bruxellesse alla strategie dei grandi operatori che mirano a rallentare l’applicazione delle norme. Anche le aziende americane colpite dal DMA si lamentano della scarsa chiarezza del processo.

Google al centro dell’attenzione critica

Il caso più controverso riguarda Google, la cui ricerca è al cuore di uno dei quattro casi attivi contro il gigante delle tecnologie. La Commissione sta indagando sulle modalità con cui l’azienda gestisce i risultati della ricerca e se favorisce le proprie applicazioni.

“C’è una sotto-enfisemizzazione delle sanzioni,” ha dichiarato Björn Borrmann, capo legale di GetYourGuide, un sito che dipende enormemente dalla visibilità ottenuta attraverso Google Search. “La Commissione avrebbe dovuto prendere una decisione un anno fa.”

Risorse limitate e tempi lunghi

Il team della Commissione incaricato di applicare il DMA conta solo su cento dipendenti divisi in due direzioni, una risorsa insufficiente per gestire l’ampio ventaglio di problemi posti dai grandi operatori tecnologici.

“Lavorano giorno e notte,” ha affermato Simonetta Vezzoso, professore di politica concorrenziale all’Università di Trento. “Ma hanno una capacità limitata.”

Un processo difficile da gestire per Google

Per Google, l’applicazione del DMA non è un compito facile.

“Compiere quanto richiesto dal DMA è un processo pesante e continuativo che coinvolge centinaia di incontri tecnici con la Commissione,” ha dichiarato Oliver Bethell, responsabile globale della conformità antitrust per Google.

Divide et impera?

Le proposte di Google per ottenere slot privilegiati nei risultati di ricerca hanno creato tensioni tra alberghi e compagnie aeree da una parte, e aggregatori come Expedia dall’altra.

“È un approccio divide et impera,” ha dichiarato Guillaume Teissoniere, responsabile legale del gruppo di prenotazione viaggio eDreams Odigeo. “Speriamo che Google si conformi.”

Credibilità compromessa?

La Commissione sta cercando un equilibrio tra la necessità di proteggere i mercati europei dalle prassi monopolistiche e le pressioni politiche internazionali.

“Una decisione è in arrivo,” ha dichiarato Teresa Ribera, capo della divisione concorrenza alla Commissione. Ma il timore che possa essere influenzata da considerazioni extra-europee minaccia la credibilità del DMA.

La necessità di un approccio più determinato

Numerose organizzazioni civiche hanno scritto a von der Leyen per esprimere preoccupazione riguardo alla possibilità che le pressioni politiche influenzino l’implementazione del regolamento. Il Parlamento Europeo ha richiesto al Commissario Ribera di agire con “efficacia, tempestività e coerenza.”

La risposta alla questione se il DMA possa davvero promuovere concorrenza nel settore digitale rimane aperta, ma le critiche crescenti e i tempi lunghi di applicazione suggeriscono che un approccio più aggressivo potrebbe essere necessario per garantire l’efficacia del regolamento.

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