In pieno ritorno al lavoro dopo le vacanze di Natale, i parlamentari britannici si sono trovati di fronte a una situazione imprevista. Al rientro a Westminster, hanno scoperto che due ministri del Cabinet erano stati oggettivi di false foto in costume da bagno generate da un chatbot AI chiamato Grok, sviluppato dall’imprenditore Elon Musk. La rete si è scatenata e nel giro di undici giorni, dal 29 dicembre al 8 gennaio, il tool ha prodotto più di tre milioni di immagini sessualizzate, incluse quasi ventimila che sembravano raffigurare minorenni. Il tutto ha scatenato una reazione violenta da parte del governo britannico e dell’ufficio di regolamentazione Ofcom.
Il caso Grok: un catalizzatore per nuove leggi
Le immagini generate da Grok hanno spinto il premier Keir Starmer a descrivere la situazione come "disgustosa". Il governo britannico ha deciso di prendere provvedimenti immediati, sfruttando l’opportunità per introdurre nuove norme più severe sulle attività online.
Una legislazione già incrinata
Prima dell’affare Grok, la regolamentazione sulla sicurezza online del Regno Unito era già in crisi. Il Labour Party aveva ricevuto critiche per la sua riluttanza a stringere ulteriormente le norme sulle attività online, nonostante l’introduzione dell’Online Safety Act nell’estate 2023.
La pressione crescente
I parlamentari britannici hanno iniziato ad accorgersi che la legge sulla sicurezza online era obsoleta e incapace di prevenire lo spread delle fake news. La commissione per la scienza, l’innovazione e la tecnologia ha rilevato che molte parti della legge erano già "fuori moda".
Il ruolo dell’Ofcom
Owen Bennett, ex responsabile di Ofcom (l’ufficio regolamentatore britannico per le telecomunicazioni), ha sottolineato che prima dell’affare Grok la sensazione era quella di "fidarsi del processo". Tuttavia, l’Ofcom è stato criticato per non avere attivato le nuove potestà conferitigli dalla legge.
La risposta del governo britannico
Il premier Starmer ha reagito con durezza alla situazione creata da Grok. Ha chiesto a Ofcom di intervenire e ha promesso di sostenere le loro azioni contro il chatbot. Musk, che è un critico costante del primo ministro britannico, si è schierato dalla parte dei suoi oppositori, diffondendo una deepfake dello stesso Starmer.
I cambiamenti dopo Grok
L’affare Grok ha aperto la strada a nuove proposte legislative. Nel mese di febbraio del 2024, il governo britannico si è impegnato a chiudere una delle "falle legali" identificate dalla commissione parlamentare, includendo un emendamento nel Bill sulla Criminalità e la Polizia che attribuisce al ministero poteri ampi per modificare l’Online Safety Act.
La pressione sui minorenni online
In seguito all’affare Grok, una serie di associazioni di genitori e gruppi di difesa della minorità hanno iniziato a chiedere maggiori misure protettive. Smartphone Free Childhood, un’organizzazione britannica che promuove il ritardo nell’accesso ai telefoni cellulari e alle piattaforme social per i minorenni, ha visto una grande opportunità di agire.
Il dibattito sull’età dei minori sui social media
La questione dell’utilizzo dei social media da parte dei minori è diventata un tema centrale. Il governo britannico aveva precedentemente respinto l’idea di seguire le misure adottate in Australia, che prevedono la proibizione della registrazione ai social media per i minorenni.
La consultazione pubblica
Dopo l’affare Grok, il governo britannico ha lanciato una consultazione pubblica per discutere di possibili restrizioni sui social media. Il ministro Liz Kendall, in carica alla tecnologia, ha annunciato un ampio dibattito su se sia giusto o meno proibire ai minori di 16 anni l’accesso a questi siti.
La reazione della società civile
Organizzazioni come Smartphone Free Childhood hanno sollecitato i politici per incoraggiare una maggiore restrizione. Grazie al supporto dei genitori e dei gruppi di difesa, una serie di MP ha chiesto al governo di adottare misure più severe.
Il futuro delle norme online britanniche
La consultazione pubblica sul benessere digitale dei minori si è conclusa recentemente. In tre mesi sarà pubblicato un report che delineerà le prossime azioni del governo. Mentre ciò avviene, il ministero ha già annunciato di introdurre restrizioni per i minorenni sui social media.
Conclusioni e sfide future
L’affare Grok ha evidenziato come la tecnologia possa diffondere rapidamente contenuti dannosi senza controlli adeguati. Imran Ahmed, CEO del Center for Countering Digital Hate, ha sottolineato che l’esperienza con Grok ha fatto comprendere a tutti i rischi legati alla velocità e all’estensione della disinformazione online.
Il governo britannico sta ora valutando attentamente le proposte per rafforzare la sicurezza dei minori sul web. Ancora non è chiaro fino a che punto queste misure andranno oltre, ma si prevede un futuro regolamentatore più rigido.