Un individuo decisamente fuori dall’ordinario si aggira tra le persone che accompagnano il presidente francese, Emmanuel Macron, attraverso i corridoi delle Nazioni Unite e le sontuose sale del Ritz Carlton a Riyadh. Non si tratta né di una guardia del corpo, né di un membro dello staff diplomatico o amministrativo. Questo individuo si definisce semplicemente uno scrittore: Giuliano da Empoli. Negli ultimi anni, le opere di da Empoli hanno acquisito una notevole popolarità tra le élite dei palazzi del potere europei.

Paragonato spesso a Niccolò Machiavelli, celebre autore de “Il Principe”, da Empoli si è specializzato nell’analisi dei leader autoritari contemporanei. Mentre Machiavelli studiava le strategie di figure come Cesare Borgia, da Empoli si concentra su personaggi come Donald Trump, Vladimir Putin e Mohammed bin Salman. I suoi ultimi lavori si focalizzano su dittatori e leader forti, diventando letture essenziali per politici e ministri europei intenti a navigare le insidie della geopolitica moderna.

Emmanuel Macron e da Empoli sono legati da un rapporto di amicizia, e il presidente francese spesso cita lo scrittore nei suoi discorsi. Anche la Prima Ministra danese, Mette Frederiksen, nota per i suoi confronti con Trump sulla Groenlandia, mantiene un rapporto diretto con questo analista italo-svizzero.

Da Empoli trova piacere nell’essere presente nei luoghi decisionali, proprio come Machiavelli, pur mantenendo una certa distanza dall’agone politico. Egli si propone come un fornitore di consigli ai leader contemporanei, in cambio di un accesso privilegiato alle dinamiche politiche. Questo scambio reciproco fornisce a da Empoli materiale per i suoi scritti e, al contempo, una riuscita prospettiva esterna per i politici, diversa dai soliti consigli dei consulenti ufficiali.

Nonostante le parallele con Machiavelli, i due avevano motivazioni differenti per le loro opere. Machiavelli cercava un ritorno alla politica dopo essere stato esiliato e torturato dai Medici, mentre da Empoli abbraccia serenamente il suo ruolo di osservatore e scrittore, avendo rinunciato alla carriera politica a causa della sua natura spesso dura.

In Francia, da Empoli è diventato un oratore molto richiesto. Aziende, università e think tank competono per averlo nei loro eventi, ma la sua agenda fitta lo rende un ospite difficile da ottenere. Nonostante la sua crescente fama, da Empoli non ha intenzione di rientrare nella politica attiva. Accompagnando Macron all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e durante un viaggio in Arabia Saudita, ha arricchito il suo quaderno di nuove idee per i suoi lavori.

Il suo libro più recente, “L’Ora del Predatore”, analizza figure come Trump, Putin, Mohammed bin Salman e Nayib Bukele. Curiosamente, manca del tutto il riferimento alle istituzioni dell’Unione Europea e ai suoi leader, che da Empoli considera l’antitesi dei leader predatori. Secondo l’autore, il successo di questi leader deriva dalla loro capacità di cogliere di sorpresa gli avversari, con decisioni che spesso sfiorano la temerarietà e a volte la brutalità, come dimostra il caso del giornalista Jamal Khashoggi.

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