Il presidente emerito della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha partecipato alla conferenza Karl Brunner Distinguished Lecture presso il Politecnico di Zurigo. Durante il suo intervento, Draghi ha evidenziato le sfide che l’Europa affronta nel contesto economico e finanziario globale.
Aumento dei tassi d’interesse: un problema per l’Europa
Il discorso di Draghi si è focalizzato sulle conseguenze dell’aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti. Secondo le sue analisi, il continente europeo sta pagando gli effetti di un aumento dei rendimenti senza raccoglierne i benefici.
Crescita economica e debito pubblico
L’ex presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di un ritorno alla crescita economica nell’area euro. Senza questo, la disciplina di bilancio da sola non sarà in grado di controllare il debito pubblico. Draghi ha ribadito che la banca centrale non può continuare a supplire alle decisioni che spettano ai governi.
Investimenti infrastrutturali per l’intelligenza artificiale
Il leader italiano ha proposto l’allocazione di circa 100 miliardi di euro del prossimo bilancio europeo per ridurre i rischi degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Questa misura è vista come un mezzo per affrontare le sfide legate all’innovazione tecnologica e alla crescita economica.
Rapporto tra debito e crescita
Draghi ha analizzato il rapporto tra costo del debito e crescita dell’economia, sottolineando che quando il primo supera la seconda, il peso del debito sul Pil tende ad aumentare anche senza nuove decisioni di spesa. Secondo le proiezioni della Commissione europea, all’inizio del prossimo decennio il tasso medio pagato dagli Stati dell’eurozona supererà la crescita.
Influenza esterna sulle politiche economiche
Il discorso ha evidenziato l’importanza della disciplina di bilancio, ma Draghi ha sottolineato che essa non può isolare un governo dai cambiamenti dei tassi d’interesse globali. Gli investimenti delle maggiori società tecnologiche statunitensi sono attesi quest’anno vicino agli 800 miliardi di dollari, soprattutto nei centri dati per l’intelligenza artificiale.
Effetti dell’invecchiamento della popolazione e transizione climatica
L’ex presidente della BCE ha richiamato uno scenario del Fondo Monetario Internazionale secondo cui se i governi coprissero queste maggiori necessità senza ulteriori interventi sui conti o riforme, nel 1040 il rapporto medio fra debito e Pil dei Paesi europei raggiungerebbe il 130%. Il divario con gli Stati Uniti emerge dalla produttività: dal 2019 il prodotto per ora lavorata è cresciuto dello 0,3% annuo nell’eurozona, contro l’1,8% americano.
Necessità di crescita e riforme
Per Draghi, un certo consolidamento di bilancio nel medio termine è inevitabile. Tuttavia, se dovrà essere realizzato solamente attraverso tagli della spesa e aumenti delle tasse, difficilmente produrrà ciò che serve. La crescita può ridurre il peso di questa correzione: mezzo punto percentuale aggiuntivo all’anno, mantenuto fino al 2040, permetterebbe secondo le stime citate di coprire circa un terzo del percorso verso un debito sostenibile.
Integrazione e investimenti nelle infrastrutture
L’intelligenza artificiale è l’esempio concreto della necessità di un mercato unico europeo. «L’accesso sicuro alla capacità di calcolo va a beneficio di tutti gli europei, eppure l’offerta è insufficiente quando ogni Paese agisce da solo». L’UE ospita meno del 5% della capacità di calcolo mondiale destinata all’AI.
Conclusioni e proposte per il futuro
Draghi ha concluso che le riforme nazionali restano necessarie, ma servono anche la completazione del mercato unico e l’integrazione dei mercati dei capitali. L’architettura dell’euro resta valida, ma i legislatori a livello nazionale ed europeo devono assumersi pienamente la responsabilità della crescita come obiettivo dell’Unione.