Una giornata destinata a entrare nei libri di storia ha visto protagonisti il re Carlo III e la regina Camilla, accolti oggi in Vaticano per un’udienza privata con papa Leone XIV, seguita da una preghiera congiunta nella Cappella Sistina. È la prima volta che un sovrano britannico, capo della Chiesa anglicana, si raccoglie in preghiera accanto al Pontefice, in un gesto di profonda valenza ecumenica e simbolica.
L’arrivo dei reali al Palazzo Apostolico è stato accompagnato dal cerimoniale solenne riservato ai capi di Stato. Nel cortile di San Damaso, la Banda Pontificia ha intonato gli inni nazionali, mentre il picchetto delle guardie svizzere ha reso gli onori. Il re e la regina, scesi dalla Bentley reale color amaranto, sono stati accolti da monsignor Leonardo Sapienza e dai gentiluomini del Pontefice guidati dal principe Mariano Hugo Windisch-Graetz.
Camilla, secondo il protocollo riservato alle regine non cattoliche, ha indossato un abito nero con velo, rinunciando a qualsiasi ornamento di diamanti. Sul capo, una tiara in piume e foglie creata dal celebre cappellaio Philip Treacy. Un segno di sobrietà e rispetto che ha ricordato le visite di Elisabetta II in Vaticano, l’ultima delle quali risale al 2000.
L’atmosfera dell’incontro è stata improntata a cordialità e reciproca stima. “Good morning, welcome!”, ha esordito papa Leone, accolto dal sorriso del sovrano che ha risposto con un “Your Holiness, it’s such a pleasure to meet you”. Davanti ai fotografi, i tre hanno condiviso anche un momento di ironia: “Sempre pericoloso davanti alle telecamere”, ha scherzato re Carlo, a cui il Pontefice ha risposto con un sorriso: “Ci si abitua”.
Dopo il colloquio privato nella Biblioteca Apostolica, il tradizionale scambio di doni ha suggellato l’udienza. Re Carlo ha offerto un ritratto di San Edoardo il Confessore, santo patrono dell’Inghilterra e figura legata alla sua incoronazione nel 2023 a Westminster Abbey. Leone XIV ha ricambiato con un mosaico di Cristo realizzato dai maestri vaticani e due orchidee, simbolo di armonia e sostenibilità, tema caro a entrambi.
Il momento più toccante della giornata è stato quello nella Cappella Sistina, dove papa Leone XIV, re Carlo e l’arcivescovo di York Stephen Cottrell hanno guidato una preghiera per la “cura del creato”. Le voci del Coro della Cappella Sistina si sono unite a quelle del Chapel Royal Choir di St. James’s Palace e del coro di St. George’s Chapel di Windsor, in un intreccio di suoni e spiritualità che ha reso tangibile l’intento di unità tra le due Chiese.
Il re, visibilmente emozionato, ha seguito con devozione la liturgia, incentrata su un testo di Sant’Agostino nella traduzione di John Henry Newman, il cardinale inglese convertito al cattolicesimo che Leone XIV proclamerà Dottore della Chiesa il prossimo 1° novembre. Un legame, quello con Newman, particolarmente significativo per Carlo, che nel 2019 partecipò alla sua canonizzazione a Roma.
Nel pomeriggio, il sovrano ha raggiunto la Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove ha ricevuto il titolo onorifico di “Royal Confrater” dei monaci benedettini, un gesto che suggella il suo impegno nel dialogo interreligioso. A sua volta, il Papa ha accettato la nomina a “Papal Confrater” proposta da Carlo, creando così un inedito scambio di titoli tra le due istituzioni religiose.
Durante l’incontro, il re ha anche consegnato al Pontefice l’onorificenza di Knight Grand Cross of the Order of the Bath, mentre Leone XIV ha conferito a Carlo il Collare dell’Ordine di Pio IX, la più alta onorificenza pontificia per un sovrano, e alla regina Camilla il titolo di Dama di Gran Croce dello stesso ordine.
La visita dei Windsor in Vaticano si inserisce in un percorso di diplomazia ecumenica e ambientale. Leone XIV e re Carlo condividono infatti la sensibilità verso i temi della sostenibilità e della tutela del pianeta, entrambi promotori di progetti per la transizione ecologica. Tra gli incontri paralleli, anche quello con associazioni e imprenditori legati alla Sustainable Markets Initiative, piattaforma fondata dal sovrano per promuovere un’economia rispettosa dell’ambiente.
La giornata romana dei reali britannici, tra cerimonie, preghiera e scambi simbolici, ha rappresentato un passo concreto verso un nuovo umanesimo del dialogo, capace di superare secoli di divisione tra le due Chiese. In un tempo in cui la spiritualità si intreccia con la responsabilità verso il creato, l’abbraccio tra Leone XIV e re Carlo assume un significato che va oltre la diplomazia: un segno di speranza, di riconciliazione e di fede condivisa nel futuro.