Sabato 25 ottobre, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, andrà in scena la seconda edizione della Cook Night, evento culinario e culturale che quest’anno promette una serata ricca di ironia, riflessione e divertimento. Tra i protagonisti figurano Leonardo Colombati, scrittore e giornalista romano, e Riccardo Rossi, attore e comico amatissimo dal pubblico televisivo e teatrale. I due porteranno sul palco un dialogo spassoso e intelligente sul tema del pranzo di matrimonio, visto come una grande metafora della vita: lunga, stancante e, a tratti, inevitabile.

L’incontro, che si inserisce nel programma di Cook Fest 2025, unirà letteratura, teatro e buon cibo, alternando battute e riflessioni su un’istituzione che continua a dividere: il matrimonio. Per l’occasione, saranno presenti anche gli chef Arcangelo e Pascal Tinari, di “Villa Maiella” a Guardiagrele (Chieti), premiati con una stella Michelin e una stella verde per la sostenibilità.

Leonardo Colombati, classe 1970, considera il pranzo di nozze “una rappresentazione in miniatura dell’esistenza: lunghi discorsi, rituali che si ripetono, sorrisi forzati e un copione sempre uguale”. L’autore, con la consueta ironia, racconta come anche i grandi della letteratura abbiano spesso evitato di descrivere nel dettaglio un matrimonio, consapevoli della sua complessità. Da Tolstoj a Edith Wharton, spiega, gli scrittori hanno preferito fermarsi prima o subito dopo il fatidico “sì”, forse per non svelare la realtà meno romantica che ne segue.

Riccardo Rossi, noto per il suo umorismo disincantato e il suo sguardo lucido sulla vita quotidiana, interviene smontando con leggerezza i cliché legati alle nozze. “Il mistero dei matrimoni estivi resta irrisolto,” scherza, “tutti scelgono giugno o luglio, quando il caldo è insopportabile, e spesso le cerimonie si tengono in posti lontani come Positano. Tanto poi si finisce a mangiare dentro un hotel senza vedere il mare”.

Nel loro spettacolo, Colombati e Rossi mettono a confronto due prospettive: quella dello scrittore che osserva e analizza, e quella del comico che vive e interpreta la realtà con immediatezza. Il risultato è un racconto ironico e affettuoso sull’amore, sulla convivenza e sulle contraddizioni del vivere in coppia. Le nozze diventano così un pretesto per parlare di relazioni, compromessi, desideri e fragilità.

Il cibo, ovviamente, ha un ruolo centrale. “A tavola – spiegano i due protagonisti – le parole non bastano. Il cibo è come il sesso: si vive, non si descrive.” Da questa idea nasce un confronto che mescola cultura e comicità, tra riferimenti letterari e cinematografici, da Tom Jones a Notorious di Hitchcock, dove perfino un bacio diventa metafora di ciò che non si dice.

Non manca una riflessione più ampia sulla società contemporanea, dove l’apparenza ha spesso la meglio sulla sostanza. “Ai matrimoni dei ricchi,” ironizza Colombati, “si mangia poco e male: come se godere fosse volgare. Tutto deve essere elegante, misurato, distante dal piacere vero del cibo.” Rossi aggiunge un aneddoto divertente: “È come la famosa scena di Alberto Sordi da Gianni Agnelli: in tavola solo foglie e foie gras. Quando Sordi chiede ‘Ma non mi aveva invitato a pranzo?’, Agnelli risponde: ‘Voleva uno spaghetto?’. Ecco, noi vogliamo sempre uno spaghetto.”

La serata promette quindi una miscela di comicità, cultura gastronomica e riflessioni sul costume, con un ritmo vivace e un linguaggio che mescola leggerezza e profondità. Colombati e Rossi, con la loro sintonia perfetta, sanno far ridere senza rinunciare a uno sguardo critico sulla vita quotidiana e sui paradossi dell’amore moderno.

Il duo ha già annunciato di voler proseguire questa collaborazione, con nuovi temi pronti per la prossima edizione del Cook Fest: il prossimo spettacolo sarà dedicato al “pranzo del battesimo”, un’altra occasione conviviale che, nelle loro mani, promette di diventare un irresistibile spaccato dell’Italia di oggi.

Tra risate, aneddoti e spunti di riflessione, la Cook Night di Milano si prepara così a celebrare non solo il cibo, ma anche la capacità di raccontare la vita con ironia, passione e un pizzico di irresistibile follia tutta italiana.

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