Milano sotto shock, 86enne travolto e ucciso sulle strisce: la città esplode contro le morti in strada

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura

Milano si ferma per protestare dopo l’ennesima tragedia sulle sue strade. In via Bronzetti, nel quartiere di Porta Venezia, un uomo di 86 anni è stato travolto e ucciso da un furgone mentre attraversava sulle strisce pedonali. L’incidente è avvenuto mercoledì pomeriggio, sotto gli occhi di alcuni passanti che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Per l’anziano, però, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo, prima ancora che l’ambulanza potesse portarlo in ospedale.
Il conducente del mezzo, un 29enne di nazionalità egiziana, non si è fermato a prestare soccorso. È fuggito via, lasciando la vittima sull’asfalto. Dopo ore di ricerche e grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, la Polizia locale di Milano è riuscita a rintracciarlo e fermarlo giovedì mattina. L’uomo è ora indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso, reati che comportano pene severissime.
Secondo una prima ricostruzione, il furgone procedeva a velocità sostenuta e non avrebbe rallentato in prossimità dell’attraversamento pedonale. La vittima, che viveva nella zona da molti anni, era ben conosciuta dai residenti del quartiere, che oggi si dicono sconvolti e indignati.
Giovedì sera, decine di persone si sono radunate in via Bronzetti per un presidio spontaneo organizzato da comitati di cittadini e associazioni per la sicurezza stradale. Il punto dell’incidente si è trasformato in un luogo di memoria: fiori, lumini e cartelli con scritte come “Basta morti sulle strisce” e “La strada non è una pista” sono stati lasciati a pochi metri dall’attraversamento dove l’anziano ha perso la vita.
Durante la manifestazione, i residenti hanno denunciato le condizioni di pericolo croniche della zona, dove traffico intenso, scarsa illuminazione e automobilisti distratti rendono difficile la vita di pedoni e ciclisti. “Chiediamo più controlli, rallentatori, telecamere e soprattutto rispetto – ha dichiarato un rappresentante del comitato di quartiere –. Non si può morire attraversando la strada in pieno centro”.
La rabbia dei cittadini si accompagna a un sentimento di esasperazione sempre più diffuso. Le statistiche parlano chiaro: solo nel 2025, a Milano, si contano già oltre 4.000 incidenti stradali con feriti e più di 60 vittime, tra pedoni e ciclisti. Un bilancio che fa riflettere e che, secondo molti, è il segnale di un’emergenza ignorata troppo a lungo.
Il Comune di Milano, in una nota diffusa nelle ore successive alla tragedia, ha espresso cordoglio per la vittima e ha annunciato l’avvio di nuove misure di sicurezza. “La priorità è la tutela dei pedoni – si legge nel comunicato –. Saranno installati nuovi sistemi di controllo della velocità e verranno rafforzati gli attraversamenti più critici”.
Ma i cittadini chiedono fatti, non promesse. “Le parole non bastano più – ripetono i residenti –. Ogni settimana succede qualcosa di simile, e la lista delle vittime continua ad allungarsi. Servono interventi immediati”.
Il caso di via Bronzetti si aggiunge alle recenti tragedie avvenute in altre zone della città: pochi giorni fa, una donna era stata investita in viale Umbria, mentre un ciclista aveva perso la vita in corso XXII Marzo. Episodi diversi, ma con lo stesso denominatore comune: strade diventate trappole mortali per chi si muove a piedi o in bicicletta.
Il presidio si è concluso con un minuto di silenzio in memoria dell’anziano travolto. “Non vogliamo che la sua morte sia dimenticata”, hanno detto i partecipanti. “Milano deve cambiare, e deve farlo adesso”.
La tragedia di via Bronzetti resta così l’ennesimo capitolo di un dramma collettivo che continua a segnare la vita della città. Un monito per le istituzioni e per tutti gli automobilisti: dietro ogni attraversamento ci sono vite da proteggere, non ostacoli da superare.

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