A Campo Ascolano, una tranquilla località tra Pomezia e il litorale romano, l’atmosfera è cambiata bruscamente dopo l’attentato avvenuto giovedì sera davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci, ideatore e conduttore della trasmissione Report su Rai3. L’esplosione di una bomba carta ad alto potenziale, collocata sotto l’auto del giornalista in viale Po, ha scosso l’intera comunità, trasformando un angolo di periferia apparentemente sereno in un luogo segnato dalla paura.

Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno conteneva almeno un chilo di polvere pirica, probabilmente compresso all’interno di un contenitore metallico dotato di miccia. La deflagrazione, avvenuta intorno alle 22.20, ha danneggiato gravemente il veicolo e ha provocato danni alle abitazioni vicine, facendo tremare vetri e muri in un raggio di decine di metri. Fortunatamente, non si sono registrati feriti, ma lo spavento è stato enorme.

«L’esplosione è stata talmente forte da far cadere i quadri dalle pareti», raccontano alcuni residenti. In pochi minuti il quartiere si è riversato in strada, mentre sul posto arrivavano carabinieri, Digos, vigili del fuoco e unità della scientifica. I rilievi hanno confermato che si è trattato di un ordigno artigianale costruito con una notevole quantità di esplosivo, probabilmente preparato da qualcuno con competenze specifiche.

Il contesto, però, appare ancora più inquietante alla luce delle testimonianze dei vicini. Nabila, che abita poco distante dalla villetta di Ranucci, ha riferito che non si tratta del primo episodio sospetto: «Abbiamo già sentito esplosioni nei giorni precedenti, il 27 settembre, il 4 e anche l’11 ottobre. Forse si trattava di prove, per testare i tempi di reazione delle forze dell’ordine». Un’ipotesi che le autorità stanno prendendo in considerazione, anche se al momento mancano conferme ufficiali.

La zona, situata tra il Villaggio Tognazzi e le spiagge di Castel Porziano, è composta da villette costruite negli anni Settanta e Ottanta, abitate da residenti stabili e famiglie che d’estate condividono gli spazi con i villeggianti. Negli ultimi anni, tuttavia, l’area è cambiata: i prezzi delle case sono aumentati e non sono mancate segnalazioni di episodi di microcriminalità e spaccio. «Anche nel prato davanti alla villetta del giornalista si vedono spesso persone sospette», racconta un commerciante della zona.

Il quartiere ha reagito con fermezza e solidarietà. Il Comitato di Campo Ascolano-Cittadinanza Attiva ha organizzato per oggi un sit-in di sostegno sotto lo slogan “Siamo noi la scorta di Sigfrido”, a dimostrazione di quanto la comunità voglia ribadire la propria vicinanza al conduttore e la fiducia nelle istituzioni. «Non ci aspettavamo un episodio del genere, ma è chiaro che bisogna fare di più per garantire sicurezza», ha dichiarato Oriana Liviani, presidente del comitato.

Gli investigatori stanno ora ricostruendo la dinamica dell’attentato e cercando di individuare il responsabile. Alcuni indizi potrebbero rivelarsi decisivi: una Fiat 500X rubata, trovata parcheggiata non lontano dal luogo dell’esplosione, è al centro delle verifiche, mentre un testimone avrebbe notato «un uomo incappucciato, vestito di nero, attraversare viale Po pochi istanti prima dello scoppio». L’uomo sarebbe poi fuggito verso il prato adiacente, approfittando dell’oscurità.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, coordinati dalla Procura competente, stanno esaminando i filmati delle telecamere di sicurezza e ascoltando i residenti per comprendere se l’attentatore abbia agito da solo o con complici. Al momento non si esclude alcuna pista: dalle intimidazioni legate al lavoro giornalistico di Ranucci, che negli anni ha firmato inchieste di grande impatto, fino a motivazioni locali o personali.

Il clima di paura è palpabile. Molti abitanti raccontano di aver udito in passato colpi di pistola o rumori sospetti nei pressi delle loro abitazioni. “Sembra un posto tranquillo, ma non lo è”, dice Monia, che vive quasi di fronte alla casa del giornalista. “Quando sento qualcosa di strano, chiudo subito porte e finestre e chiamo i carabinieri. Tre sere fa ho udito spari nel prato, proprio lì davanti”.

La vicenda ha scosso anche il mondo politico e giornalistico. Numerosi colleghi e figure istituzionali hanno espresso solidarietà a Ranucci, definendo l’attentato “un attacco alla libertà di informazione”. In attesa che le indagini facciano luce sull’accaduto, il quartiere di Campo Ascolano resta sotto stretta sorveglianza, con pattuglie rafforzate e controlli costanti.

Mentre le autorità cercano di ricostruire ogni dettaglio dell’esplosione, la comunità locale prova a reagire con dignità e coraggio. In un contesto segnato dalla paura, il messaggio dei residenti è chiaro: “Chi colpisce un giornalista colpisce la verità. E noi non ci faremo intimidire”.

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