Dolores Dori, sparatoria nel Bresciano: omicidio nel campo sinti indagine su legami familiari
Un omicidio avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì ha sconvolto la provincia di Brescia, riportando l’attenzione su tensioni familiari e dinamiche complesse all’interno di una comunità sinti. Dolores Dori, 43 anni, è stata ferita mortalmente a colpi di pistola nel campo nomadi di Lonato del Garda, per poi essere abbandonata davanti al pronto soccorso di Desenzano, dove è deceduta durante la notte. Le indagini, avviate immediatamente, stanno cercando di chiarire ogni dettaglio della vicenda.
La sparatoria e la corsa disperata in ospedale
Intorno alle 19, un’Alfa Romeo Stelvio si è fermata davanti all’ingresso dell’ospedale di Desenzano del Garda. Dall’auto è stata fatta scendere Dolores Dori, gravemente ferita da tre colpi d’arma da fuoco: due all’addome e uno a una gamba. Pochi istanti dopo, il veicolo è ripartito ad alta velocità, lasciandola agonizzante sul marciapiede.
Alla guida c’era il compagno della donna, Hanz Colombo, attualmente ricercato. Le telecamere hanno permesso di accertare che la targa dell’auto non corrispondeva a quella reale: un dettaglio che fa pensare a un tentativo premeditato di depistare le indagini e di favorire la fuga. Nonostante il tempestivo intervento dei medici, la vittima è morta nelle ore successive a causa delle gravi ferite riportate.
Un incontro familiare degenerato in tragedia
L’aggressione è avvenuta nel campo sinti di Lonato, in un contesto familiare già carico di tensione. Dolores Dori e il compagno si erano recati nel Bresciano per discutere questioni legate al matrimonio della figlia ventitreenne. Secondo le ricostruzioni preliminari, la riunione sarebbe degenerata rapidamente in una lite violenta con i familiari del futuro sposo, contrari all’unione. Entrambi i gruppi erano armati, e lo scontro è culminato con l’esplosione di diversi colpi.
La scena si è consumata anche davanti al figlio minore della donna, un ragazzo di sedici anni, rimasto sconvolto dall’accaduto. Sentito dagli investigatori con tutte le cautele del caso, non ha fornito indicazioni chiare sull’autore materiale degli spari, probabilmente a causa dello shock.
L’inchiesta e i sospettati
Le indagini sono coordinate dalla Procura e affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Brescia. Gli investigatori stanno analizzando filmati di videosorveglianza pubblici e privati per ricostruire il percorso seguito dalla coppia prima dell’agguato e per individuare i responsabili della sparatoria.
Il principale sospettato è il consuocero della vittima, figura di rilievo nella comunità sinti locale. Secondo le prime ipotesi, sarebbe stato lui a premere il grilletto durante il confronto armato. Dopo il delitto si è reso irreperibile, e le ricerche proseguono senza sosta. Anche la posizione del compagno di Dolores è oggetto di indagine: potrebbe dover rispondere dell’accusa di omissione di soccorso per averla lasciata ferita all’esterno dell’ospedale.
Il fratello della vittima e l’inchiesta sul carcere di Prato
Parallelamente, gli investigatori hanno considerato la posizione del fratello della vittima, coinvolto in un’altra vicenda giudiziaria. L’uomo era detenuto fino a pochi mesi fa nel carcere di Prato, dove ha collaborato con la magistratura per smascherare un sistema criminale interno all’istituto.
Attraverso la complicità di alcuni agenti penitenziari, nel carcere circolavano liberamente telefoni cellulari, router, droga e dispositivi elettronici, permettendo a diversi detenuti di continuare attività illecite. L’inchiesta, condotta dalla Procura di Firenze, ha portato al sequestro di decine di telefoni e ha fatto emergere un grave quadro di illegalità. Il fratello di Dolores, per la sua collaborazione, è stato trasferito e inserito in un programma di protezione per collaboratori di giustizia.
Secondo le autorità, questa vicenda non ha collegamenti con l’omicidio della donna, maturato invece nell’ambito di una faida familiare legata a dissidi matrimoniali.
Un omicidio che scuote la comunità
La morte di Dolores Dori ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica locale. L’episodio mette in luce la complessità delle dinamiche interne alle comunità sinti, dove spesso i contrasti familiari possono degenerare in violenza improvvisa. Le autorità hanno rafforzato i controlli nell’area e proseguono con cautela le indagini, consapevoli della delicatezza del contesto culturale e sociale.
L’obiettivo prioritario è individuare con certezza l’autore materiale degli spari e chiarire tutte le responsabilità. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se dietro l’omicidio si nascondano solo motivi familiari o se esistano anche altri elementi finora non emersi.


