La Gran Bretagna e l’Unione Europea stanno correndo contro il tempo per evitare una frattura nel commercio di acciaio dopo il Brexit, prima che nuovi regimi protezionistici entrino in vigore il 1º luglio. I negoziati si svolgono a Ginevra per trovare un accordo su quote d’importazione.
Negotiatori britannici chiedono una maggiore collaborazione
I ministri britannici sperano che questi colloqui possano aprire la strada verso un’alleanza tra il Regno Unito e l’UE nel settore dell’acciaio. Tuttavia, Bruxelles non ha ancora mostrato disponibilità ad entrare in questo accordo.
La pressione aumenta con l’avvicinarsi della scadenza
Secondo due diplomatici europei, il ministro britannico del commercio Chris Bryant sta cercando di convincere Bruxelles a sottoscrivere un’intesa preliminare su una possibile alleanza tra i due paesi durante una riunione cruciale prevista per il 22 luglio. Gli esponenti della commissione europea stanno discutendo con il Regno Unito, ma è poco probabile che si giunga a un accordo prima di quell’incontro.
Esponenti del settore preoccupati
Gli esperti britannici dell’acciaio sono scettici sulle possibilità e l’efficacia di una simile alleanza. Secondo loro, non è chiaro come potrebbe funzionare un accordo tra il Regno Unito e l’UE per proteggere i mercati dallo spazio acciaieristico cinese in espansione.
Il ruolo dell’accordo commerciale
L’accordo commerciale attuale tra Gran Bretagna e UE espirerà a fine giugno. I due paesi non possono legalmente prolungarlo, rendendo la situazione ancora più delicata. L’UE è il principale mercato di esportazione britannico per l’acciaio, con un volume annuale di 2,4 milioni di tonnellate, che rappresenta circa il 75% delle esportazioni britanniche.
Negoziazioni complicate
Le trattative sono state particolarmente complesse in marzo quando la Gran Bretagna ha annunciato drastiche riduzioni delle quote d’importazione di acciaio, che sarebbero scese del 60%. L’UE, dal canto suo, aveva già deciso di tagliare le proprie quote del 50% e di raddoppiare le tariffe extra-quote al 50%.
Il ruolo degli altri paesi
I negoziati tra l’UE e il Regno Unito si intrecciano con altre trattative internazionali. L’Unione Europea sta cercando di bilanciare gli interessi del Regno Unito con quelli dei suoi partner commerciali come Giappone, Corea del Sud e Turchia.
La necessità di un accordo rapido
Il ministro britannico dell’industria Chris McDonald ha detto al parlamento che il governo sta cercando una soluzione bilaterale per proteggere le esportazioni di acciaio. Secondo William Bain, capo della politica commerciale della British Chambers of Commerce, l’imminente scadenza delle quote d’importazione potrebbe avere effetti devastanti sull’economia britannica.
L’alleanza tra Regno Unito e UE: un obiettivo ambizioso?
I diplomatici europei ritengono che l’UE non voglia fare concessioni all’ultimo momento prima di aver concluso le trattative con i suoi altri partner commerciali. Affermano che una qualsiasi alleanza tra Regno Unito e UE sarebbe vista negativamente dai paesi terzi.
Il futuro dell’accordo commerciale
Gli esperti concordano sul fatto che la soluzione a lungo termine dovrebbe essere un accordo definitivo tra il Regno Unito e l’UE per stabilire quote d’importazione finali. Tuttavia, entrambe le parti sanno che non è facile trovare un compromesso.
La pressione dell’industria britannica
L’industria britannica vorrebbe vedere il governo concentrarsi prima di tutto sulle quote d’importazione e poi pensare all’alleanza. L’UE, dal canto suo, è cauta e cerca un equilibrio delicato tra gli interessi del Regno Unito e quelli dei suoi altri partner commerciali.
Conclusioni imminenti?
Le trattative sono ancora aperte e i negoziatori hanno poco tempo per trovare una soluzione. Se non si raggiunge un accordo prima dell’entrata in vigore delle nuove quote d’importazione il 1º luglio, potrebbe esserci un grave impatto sul commercio di acciaio tra Regno Unito e UE.