L’attrice americana Demi Moore è tornata a Cannes per la settima volta, questa volta in veste di membro della giuria del festival. "Tornare qui da giurata mi rende felice", ha dichiarato l’interprete di 63 anni, manifestando la sua gioia e sorpresa per essere stata scelta tra una compagine di esperti internazionali.

Il ritorno del glamour americano

Moore è diventata un simbolo della Hollywood degli anni ’90 con film come "Ghost", "Codice d’onore" e "Proposta indecente". Nel 1997, all’età di 34 anni, fece la sua prima apparizione su Montée des marches al fianco dell’allora marito Bruce Willis per il film "Il quinto elemento".

Un nuovo inizio dopo ‘The Substance’

Due anni fa, Moore ha riscoperto l’interesse del pubblico grazie all’horror femminista "The Substance", diretto dalla regista francese Coralie Fargeat. Il film le ha valso un Golden Globe e una candidatura all’Oscar.

Una seconda giovinezza lavorativa

Ora, a 63 anni, Moore vive una nuova fase della sua carriera. Le case di moda e beauty si contendono la sua testimonianza pubblicitaria, mentre lei continua ad affrontare nuovi progetti cinematografici come "Landman" con Taylor Sheridan, "Strange Arrival" con Colman Domingo e il film "Songbird".

La libertà artistica contro l’autocensura

Durante le sue dichiarazioni a Cannes, Moore ha sottolineato l’importanza della libertà di espressione nell’arte. Ha espresso preoccupazione riguardo alla tendenza degli artisti di autocensurarsi per non compromettere il successo commerciale dei loro film.

Intelligenza artificiale: un pragmatismo senza pessimismo

L’intelligenza artificiale è un altro tema caldo nel panorama cinematografico. Moore si dichiara pragmatica su questo aspetto, ritenendo che l’IA sia una realtà da gestire e non da combattere. "Non penso sia sensato fare fronte a fronte con l’intelligenza artificiale", ha spiegato Moore. "È uno strumento che può offrire soluzioni magnifiche, ma non sostituirà mai il luogo dove nasce l’arte: la nostra anima".

La giuria internazionale di Cannes 2026

Il presidente della giuria è Park Chan-Wook, regista sudcoreano che ha guidato una compagine cinematografica composta da nomi come Chloé Zhao, Paul Laverty e Stellan Skarsgård. L’attrice si sente onorata di rappresentare la quota glamour tra queste figure.

Un percorso verso l’uguaglianza

Moore è convinta che le cose stiano cambiando positivamente nell’industria del cinema per quanto riguarda l’uguaglianza. Tuttavia, ritiene che la battaglia sia ancora lunga e che il lavoro in corso continui a essere importante.

Un ritorno felice

"Il solo fatto di trovarmi qui in giuria, circondata dall’amore per il cinema", ha concluso Moore, "è semplicemente fantastico". Il suo entusiasmo è palpabile e dimostra quanto Cannes sia importante per la carriera dell’attrice.

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