Il ritorno di Lorenzo Jovanotti non è un semplice comeback, ma l’inizio di una vera e propria rivoluzione creativa. Il 2026 segnerà per il cantautore uno dei capitoli più intensi e visionari della sua carriera, grazie a un progetto che intreccia viaggio, sperimentazione musicale e continui spostamenti, trasformando ogni tappa in un’esperienza collettiva. Un’energia che parte dalla pubblicazione di un nuovo album di inediti, Niuiorcherubini, e si dirama in un tour internazionale e nell’attesissimo Jova Summer Party.
Il nuovo disco, in uscita il 20 novembre, nasce a New York nel corso di sei giorni di registrazione analogica, senza sovraincisioni e con una filosofia creativa fondata sul “qui e ora”. Un lavoro immediato, istintivo, quasi grezzo per scelta, registrato su nastro in uno studio di Brooklyn. Brani nati da idee veloci, appunti vocali sul cellulare, linee di basso improvvisate e fissate spesso in una sola take. L’obiettivo dichiarato è catturare l’essenza dell’ispirazione prima che possa essere filtrata, limata o razionalizzata. Un album vivo, imperfetto e pulsante, che rispecchia la fase di continua trasformazione dell’artista.
Accanto a Jovanotti c’è il produttore Federico Nardelli, con il contributo del maestro Oscar Hernandez per la versione “salsa dura” di Senza se e senza ma, registrata in occasione di una sessione speciale agli studi Mozart di Hoboken. Il titolo Niuiorcherubini è un omaggio a New York, città che ha accolto e alimentato la creatività del progetto, in un dialogo ideale con l’album dallamericaruso e con il percorso di ricerca sonora che l’artista porta avanti da decenni.
A fare da colonna portante a questa nuova fase è L’Arca di Loré, un tour mondiale che da febbraio a luglio 2026 porterà Jovanotti a esibirsi in luoghi mai esplorati prima: Brisbane, Adelaide, Kinshasa, Pula, Monaco e altre destinazioni ancora da annunciare. Un itinerario che ricorda lo spirito libero del Cantagiro, ma reinterpretato in chiave contemporanea, con l’aggiunta della filosofia del movimento: gli spostamenti infatti avverranno in bicicletta, secondo la formula del Jovagiro, simbolo di sostenibilità e avventura.
L’Arca non è solo un tour, ma un’esperienza narrativa. La carovana musicale attraverserà Paesi, festival e contesti non convenzionali, trasformando ogni tappa in un laboratorio creativo aperto. Jovanotti sceglie luoghi in cui sperimentazione, tecnologia e cultura musicale si incontrano in una miscela dinamica, evitando palchi prevedibili e preferendo ambienti dove l’imprevisto può diventare parte dello spettacolo. L’obiettivo è guardare alla musica da prospettive nuove, senza routine né ripetizioni.
Una volta conclusa la fase internazionale, L’Arca approderà in Italia per dare vita al Jova Summer Party 2026, evoluzione dei celebri Jova Beach Party. Il percorso sarà inverso rispetto alle edizioni precedenti: partenza dalla Sardegna e poi giù lungo la penisola, passando per Puglia, Calabria, Campania, Abruzzo e Sicilia. Località che non avevano preso parte al PalaJova 2025, e che ora diventano protagoniste di una festa musicale pensata per coinvolgere intere comunità. Ogni giornata sarà strutturata come un grande festival all’aperto, tra musica, incontri e momenti collettivi.
Il viaggio si chiuderà a Roma, con l’evento Jova al Massimo: un concerto-festival al Circo Massimo, in programma il 12 settembre, pochi giorni prima del sessantesimo compleanno dell’artista. Una data simbolica, che rappresenta non un traguardo, ma una ripartenza.
Il filo rosso che unisce tutto è uno solo: la musica come linguaggio universale, forza vitale, movimento e scoperta. Il 2026 sarà l’anno in cui Jovanotti lancerà il suo messaggio più ambizioso: rinnovarsi sempre, cercare nuovi orizzonti e restare in viaggio, perché è lì che nasce la creatività.