Una decisione destinata a fare scuola nel mondo del web e dello sport. Il tribunale ha dato ragione a Luca Volpi, insegnante di educazione fisica originario di Albenga e noto sui social come Luke92Fut, nella causa che lo vedeva contrapposto alla Lega Serie A. Al centro della disputa, i suoi video pubblicati su YouTube e altre piattaforme digitali, nei quali ricostruiva le azioni e i gol del campionato italiano utilizzando il videogioco calcistico EA Sports FC.
Secondo l’accusa, i contenuti avrebbero violato i diritti audiovisivi delle partite, riproducendo momenti e sequenze simili agli highlights ufficiali. Ma la sentenza dei giudici ha ribaltato completamente la prospettiva: Luke92Fut, si legge nelle motivazioni, “non copia gli highlights, ma crea contenuti originali e autonomi, frutto di elaborazione personale e di una nuova forma di narrazione sportiva”.
Una vittoria che non riguarda solo un singolo creator, ma apre una discussione molto più ampia sul confine tra creatività digitale e diritto d’autore. La Lega Serie A sosteneva che l’uso delle azioni di gioco, anche se riprodotte virtualmente, potesse danneggiare il valore economico dei propri contenuti ufficiali. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto che i video in questione non costituiscano una copia, bensì una rielaborazione artistica mediata dal linguaggio videoludico.
Volpi, 33 anni, è uno dei volti più seguiti della community italiana dedicata a FIFA (oggi EA FC). I suoi video, che raggiungono milioni di visualizzazioni, ricreano i momenti salienti delle partite di Serie A, commentandoli con uno stile ironico e appassionato. La Lega aveva intentato causa dopo aver segnalato che le clip riportavano, nei titoli e nelle descrizioni, i nomi reali delle squadre e dei calciatori del campionato italiano.
I giudici, però, hanno riconosciuto che le immagini mostrate non sono tratte da partite reali, ma interamente generate dal videogioco, e che l’intento di Volpi non è quello di sostituirsi ai contenuti ufficiali, bensì di reinterpretarli in chiave ludica e parodistica. Una differenza sottile ma fondamentale, che ha portato alla completa assoluzione del creator da ogni accusa di violazione del copyright.
“Si tratta di una nuova forma di narrazione sportiva che unisce la passione per il calcio e quella per i videogiochi”, scrive il tribunale nel dispositivo, riconoscendo l’importanza crescente dei contenuti digitali creativi nel panorama mediatico contemporaneo.
La decisione potrebbe avere effetti importanti per l’intero settore del gaming e per i tantissimi YouTuber, streamer e content creator che basano la propria attività su giochi sportivi come FIFA, NBA 2K o Formula 1. Fino ad oggi, la linea tra uso lecito e violazione dei diritti era estremamente labile, e molti temevano di incorrere in sanzioni o chiusure dei canali.
La sentenza, invece, segna un precedente significativo: il videogioco viene riconosciuto come uno strumento creativo a tutti gli effetti, capace di generare opere nuove, anche quando si ispira a eventi realmente accaduti.
Luca Volpi, che nel frattempo ha visto crescere enormemente la sua popolarità online, rappresenta ora un simbolo di libertà espressiva nel mondo digitale. Da semplice professore di educazione fisica ad Albenga, è diventato un esempio di come la passione per lo sport e per la tecnologia possa trasformarsi in un linguaggio innovativo, capace di coniugare realtà e finzione in un equilibrio tutto nuovo.
Il mondo del calcio tradizionale, intanto, osserva con attenzione. Perché se il campo resta il luogo del gioco vero, è ormai chiaro che la partita più importante si gioca anche — e forse soprattutto — sullo schermo.