Un’escursione iniziata con il sole e la voglia di sfidare la montagna si è trasformata in una tragedia senza scampo. Tre alpinisti di nazionalità tedesca hanno perso la vita dopo essere stati travolti da una valanga sulla Punta Vertana, nel gruppo dell’Ortles-Cevedale, in Val Venosta, nella frazione di Solda, nel comune di Stelvio, in provincia di Bolzano. Altri due membri della spedizione risultano ancora dispersi, mentre due compagni, rimasti illesi, hanno lanciato l’allarme che ha dato il via a una complessa operazione di soccorso.
Il gruppo, composto da almeno sette scalatori tedeschi, aveva scelto il 1° novembre per affrontare la salita di una delle cime più panoramiche e ambite dell’Alto Adige: i 3.545 metri della Cima Vertana, conosciuta per la sua vista mozzafiato ma anche per i rischi che comporta in caso di instabilità del terreno o improvvisi mutamenti del tempo. Intorno alle 16, a pochi metri dalla vetta, una massa di neve si è improvvisamente staccata, travolgendo in pieno due cordate.
Tre alpinisti — due uomini e una donna — sono stati trovati senza vita sotto la coltre di neve. Altri due, appartenenti al secondo gruppo, non sono stati ancora rintracciati. Secondo le prime ricostruzioni del Soccorso Alpino di Solda, la slavina sarebbe stata provocata da un accumulo di neve fresca in quota, destabilizzato dal passaggio degli stessi scalatori e da un colpo di vento improvviso.
Sul posto sono intervenute otto squadre di soccorso, coordinate dal Soccorso alpino e speleologico altoatesino, insieme agli operatori della Guardia di Finanza, ai vigili del fuoco volontari di Solda e agli elisoccorsi Pelikan 1 e Pelikan 3. Quest’ultimo è rimasto in azione più a lungo, per il recupero delle salme e la ricerca dei dispersi. Le operazioni si sono però complicate con il calare del buio, costringendo le squadre a sospendere le ricerche in serata.
“Le condizioni erano ottime al mattino, ma in montagna il tempo cambia in pochi minuti”, ha spiegato Olaf Reinstadler, direttore del Soccorso alpino di Solda e guida esperta della zona. “La parete da cui si è staccata la valanga è difficile da scalare e non permette margini d’errore. Con il vento e il mutamento della temperatura, la neve si è assestata in modo instabile. Purtroppo, a volte basta un piccolo movimento per scatenare un disastro.”
L’area interessata dalla tragedia si trova ad alta quota, in un punto dove operare di notte è praticamente impossibile. Le ricerche dei due alpinisti dispersi riprenderanno all’alba, con l’impiego di cani da valanga e droni specializzati nel rilevamento termico. “Ogni minuto è prezioso, ma la speranza di ritrovarli in vita diminuisce con il passare delle ore,” ha aggiunto Reinstadler.
La Guardia di Finanza sta procedendo con l’identificazione delle vittime, che al momento non avevano con sé documenti personali. Secondo quanto trapelato, tutti appartenevano a due cordate distinte ma si erano incontrati durante la scalata.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità locale e il mondo dell’alpinismo. “La montagna non perdona, anche ai più esperti,” ha commentato Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, sottolineando come “gli sbalzi termici tipici di questo periodo rendano gli strati nevosi deboli e facilmente soggetti a distacchi”. Il vento proveniente da nord, ha aggiunto, “accumula la neve nelle conche e sui versanti ripidi, creando situazioni di instabilità estrema anche in assenza di precipitazioni recenti.”
Le autorità regionali hanno espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e gratitudine alle squadre di soccorso, impegnate senza sosta nelle operazioni in condizioni proibitive. “Ogni tragedia in montagna ci ricorda quanto sia sottile il confine tra avventura e rischio,” ha dichiarato Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. “Il lavoro dei soccorritori è un esempio di coraggio e dedizione che merita il massimo riconoscimento.”
Il massiccio dell’Ortles-Cevedale, già teatro di altre tragedie negli anni, si conferma una delle aree più insidiose delle Alpi orientali, dove la bellezza dei paesaggi convive con la potenza imprevedibile della natura. In attesa che le ricerche riprendano, resta il dolore per una nuova pagina nera della montagna, dove una giornata di passione e libertà si è trasformata in un dramma che ha spezzato vite e sogni a pochi metri dal cielo.