Un nuovo capitolo si apre nel giallo di Garlasco, la vicenda che da quasi vent’anni scuote l’opinione pubblica e divide gli esperti di cronaca giudiziaria. L’inchiesta bis sulla morte di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa il 13 agosto 2007, porta ora al centro dell’attenzione Giuseppe Sempio, padre di Andrea, amico della vittima e già coinvolto a vario titolo nelle indagini.
Secondo quanto emerso, Giuseppe Sempio è indagato per corruzione dalla Procura di Brescia. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un biglietto manoscritto, ritrovato anni fa nella casa della famiglia Sempio, sul quale comparivano parole e numeri che oggi assumono un significato inquietante: “Venditti gip archivia 20. 30. euro”. Gli inquirenti ipotizzano che si trattasse di una traccia di un pagamento illecito volto a influenzare l’esito dell’indagine che, nel 2017, aveva portato all’archiviazione di Andrea Sempio.
All’epoca, la richiesta di archiviazione era stata firmata da Mario Venditti, allora procuratore facente funzioni di Pavia, oggi anch’egli indagato per corruzione in atti giudiziari. Un collegamento che apre scenari inquietanti su un presunto “sistema” capace di condizionare le sorti processuali.
Giuseppe Sempio, sentito dai magistrati, ha però fornito una versione completamente diversa. Quel biglietto, sostiene, non sarebbe la prova di una tangente, bensì un semplice appunto domestico relativo alle spese legali sostenute durante i mesi più difficili per la famiglia. “Era una previsione dei costi che avremmo dovuto affrontare per gli avvocati”, avrebbe dichiarato agli investigatori, spiegando che tra il 2016 e il 2017 la famiglia spese oltre 55 mila euro per le parcelle dei legali.
Gli inquirenti, tuttavia, non si fermano alle parole. La Guardia di Finanza e i Carabinieri avrebbero sequestrato computer, telefoni e documenti sia a casa Sempio sia a casa di Venditti, alla ricerca di riscontri economici o digitali che possano confermare o smentire l’ipotesi di corruzione.
Questa nuova indagine si inserisce nel più ampio contesto del cosiddetto “Sistema Pavia”, un filone investigativo che mira a far luce su presunti rapporti poco trasparenti tra magistrati e soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari. L’obiettivo è capire se vi siano stati favori, archiviazioni sospette o interferenze che abbiano alterato il corso della giustizia.
La notizia ha immediatamente riacceso il dibattito sul caso Garlasco, che non smette di dividere l’opinione pubblica. C’è chi continua a ritenere Alberto Stasi, condannato in via definitiva, come unico responsabile dell’omicidio; altri, invece, vedono in queste nuove indagini la conferma che molti aspetti siano rimasti oscuri, a partire dalle tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima e mai del tutto chiarite.
Le rivelazioni più recenti aggiungono ulteriori ombre. Alcuni esperti, tra cui la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo, avrebbero rivisto l’orario della morte di Chiara Poggi, ipotizzando che possa essere avvenuta più tardi di quanto stabilito inizialmente. Una ricostruzione che, se confermata, potrebbe persino modificare l’alibi di Stasi e riaprire vecchie ferite nel sistema giudiziario italiano.
In questa spirale di sospetti, appunti criptici e nuove perizie, emerge ancora una volta il senso di un’inchiesta senza pace, dove ogni scoperta sembra generare nuovi interrogativi invece che portare chiarezza. Le famiglie coinvolte vivono da anni tra dolore, accuse e dubbi mai sopiti, mentre l’opinione pubblica assiste all’ennesimo colpo di scena in una storia che sembrava chiusa per sempre.
Ora la parola passa ai magistrati bresciani, chiamati a stabilire se il misterioso “pizzino” ritrovato in casa Sempio sia davvero il segno di una corruzione giudiziaria o soltanto un malinteso contabile. Quel che è certo è che il caso Garlasco torna prepotentemente alla ribalta, pronto a riaccendere polemiche, ipotesi e sospetti in una delle vicende più controverse della cronaca italiana recente.
Un giallo che, a distanza di quasi vent’anni, continua a non trovare pace — e che oggi, più che mai, riapre la domanda che tormenta tutti: chi ha ucciso Chiara Poggi?