Un’operazione ad alto impatto ha scosso la città di San Severo, nel foggiano. All’alba, i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone accusate di far parte di un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, è il risultato di una lunga indagine durata diversi mesi, che ha permesso di smascherare un sistema di vendita di droga attivo 24 ore su 24, con un vero e proprio “quartier generale” nascosto in un box prefabbricato.

La rete dello spaccio e la base operativa blindata

Le indagini sono iniziate nel novembre 2023, dopo il sequestro di una piccola quantità di droga a un giovane acquirente locale. Da quel momento, i militari della Compagnia Carabinieri di San Severo hanno seguito una fitta rete di contatti, intercettazioni e movimenti sospetti, fino a scoprire l’esistenza di un deposito di droga perfettamente organizzato.

Il box, situato in una zona periferica della città, era dotato di un sofisticato sistema di videosorveglianza perimetrale, capace di monitorare costantemente l’esterno. Le telecamere garantivano agli spacciatori una visione chiara dell’arrivo di clienti o delle forze dell’ordine, permettendo loro di agire con estrema cautela.
All’interno, gli investigatori hanno trovato strumenti di pesatura, confezionamento e diverse dosi pronte per la vendita di cocaina, hashish e marijuana.

Vendite a tutte le ore e contatti telefonici cifrati

L’organizzazione operava con metodi di vendita collaudati. Le consegne avvenivano su appuntamento, concordate tramite telefonate o messaggi in codice. Gli spacciatori lavoravano su turni, garantendo la disponibilità di droga a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i clienti abituali conoscevano bene la zona del box, che fungeva da punto di riferimento costante. L’attività era così efficiente da essere paragonabile, per continuità e struttura, a un vero esercizio commerciale clandestino.

Le misure cautelari: carcere, domiciliari e obbligo di firma

A conclusione dell’inchiesta, denominata provvisoriamente “Operazione Box”, sono state emesse 12 misure cautelari:

7 persone sono state condotte in carcere,

4 poste agli arresti domiciliari,

mentre una dovrà presentarsi regolarmente a firmare presso la caserma dei carabinieri.

Gli indagati, tutti residenti tra San Severo e le zone limitrofe, hanno un’età compresa tra 21 e 46 anni. Le accuse comprendono detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere e, in alcuni casi, resistenza a pubblico ufficiale.

Un mercato fiorente al centro della Capitanata

L’inchiesta ha messo in luce la profondità del fenomeno dello spaccio nella zona del foggiano, già da anni considerata una delle più critiche della Puglia. Le piazze di spaccio, secondo gli investigatori, sono spesso legate a piccoli clan locali, che gestiscono le vendite al dettaglio e controllano il territorio con rigide regole interne.

Gli inquirenti ritengono che la base scoperta a San Severo potesse rappresentare uno snodo importante per la distribuzione di droga destinata non solo al mercato locale, ma anche ad altri comuni vicini.

Le parole delle autorità: “Un colpo al cuore del traffico locale”

Le autorità giudiziarie hanno definito l’operazione un “colpo significativo” al narcotraffico del territorio. “Si trattava di un gruppo radicato e organizzato – hanno spiegato gli investigatori – che aveva messo in piedi una rete efficiente e protetta, capace di eludere per mesi i controlli”.

L’indagine, però, non è considerata chiusa. Gli investigatori stanno ora cercando di risalire ai canali di approvvigionamento della droga, per identificare i fornitori e possibili legami con altre organizzazioni criminali.

La lotta continua contro lo spaccio nella provincia di Foggia

L’operazione di San Severo si inserisce in un più ampio piano di contrasto al traffico di droga nella provincia di Foggia, dove le forze dell’ordine hanno intensificato controlli e indagini negli ultimi mesi.
Le autorità sottolineano che la collaborazione dei cittadini resta fondamentale per segnalare movimenti sospetti e contribuire alla sicurezza del territorio.

Il blitz di oggi conferma come, dietro una semplice porta di lamiera o un prefabbricato anonimo, possa nascondersi un’intera centrale dello spaccio, capace di muovere ingenti quantità di denaro e di condizionare la vita di un’intera comunità.
Un duro colpo alla criminalità locale, ma anche un chiaro segnale: la lotta alla droga non si ferma e continua giorno e notte.

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