Una tranquilla giornata autunnale si è trasformata in tragedia a Ostuni, in provincia di Brindisi, dove una donna di 80 anni, Antonia Antelmi, ha perso la vita pochi giorni dopo aver consumato dei funghi selvatici raccolti e cucinati in casa. La causa più probabile è una grave intossicazione alimentare dovuta all’ingestione di specie velenose, ma saranno gli accertamenti delle autorità sanitarie a confermarlo.
La vicenda ha scosso la comunità locale, abituata alle passeggiate nei boschi e alla tradizione della raccolta dei funghi, un’abitudine che in questo caso si è trasformata in un tragico errore fatale. Secondo le prime ricostruzioni, la donna aveva consumato il pasto lo scorso 21 ottobre insieme alla figlia. Poco dopo, entrambe hanno cominciato a sentirsi male, accusando forti dolori addominali, nausea e vomito, sintomi tipici di un avvelenamento da funghi.
Antonia si è recata immediatamente al pronto soccorso di Ostuni, dove i medici hanno diagnosticato un’intossicazione alimentare e le hanno somministrato le prime cure. Nonostante il consiglio dei sanitari di rimanere in ospedale per ulteriori controlli, la donna avrebbe deciso di tornare a casa. Una scelta che, secondo le prime informazioni, sarebbe dipesa dalla volontà stessa dell’anziana, che si sentiva in via di miglioramento.
Nei giorni successivi, però, il quadro clinico è peggiorato rapidamente. I sintomi si sono aggravati e le condizioni della donna sono diventate sempre più critiche fino al tragico decesso, sopraggiunto nelle ultime ore e certificato dal suo medico di base.
La figlia, che aveva consumato gli stessi funghi, è stata anch’essa ricoverata per accertamenti. Attualmente si trova sotto osservazione presso la Asl di Brindisi, ma le sue condizioni vengono descritte come stabili e non destano al momento preoccupazioni.
Le autorità sanitarie hanno avviato un’indagine approfondita per identificare la specie di fungo consumata e verificare se si tratti di un caso di avvelenamento da Amanita phalloides, uno dei più pericolosi al mondo. Si sospetta che i funghi siano stati raccolti autonomamente, ma non è ancora chiaro in quale area. I tecnici del Dipartimento di Prevenzione della Asl stanno analizzando campioni prelevati dall’abitazione e i resti del pasto per determinare il grado di tossicità.
La morte di Antonia Antelmi ha suscitato profondo dolore nella comunità di Ostuni, dove la donna era conosciuta e stimata. Lascia due figli e un nipote, che in queste ore si preparano a darle l’ultimo saluto. I funerali si terranno nel pomeriggio di martedì 28 ottobre, alle 15.30 nella chiesa di Sant’Antonio. La salma non è stata sottoposta a sequestro, segno che le autorità ritengono chiara la dinamica sanitaria del decesso, pur continuando a indagare sulla provenienza del fungo.
Il caso riaccende l’attenzione sui rischi legati alla raccolta e al consumo di funghi spontanei, un’abitudine diffusa ma potenzialmente letale. Ogni anno, soprattutto nei mesi autunnali, si registrano decine di intossicazioni in tutta Italia, spesso causate dalla scarsa conoscenza delle specie commestibili. Gli esperti ricordano che anche pochi grammi di un fungo velenoso possono essere sufficienti a provocare danni irreversibili al fegato e ai reni, e che la distinzione tra specie sicure e tossiche può risultare difficilissima anche per gli appassionati più esperti.
Le autorità sanitarie locali ribadiscono quindi l’importanza di non consumare mai funghi raccolti autonomamente senza la certificazione di un micologo. Ogni Asl, infatti, dispone di un servizio gratuito di controllo che permette di far esaminare i funghi prima di cucinarli.
Intanto, a Ostuni, la notizia della morte di Antonia Antelmi ha gettato nello sconforto amici e parenti. La tragedia rappresenta un monito drammatico su quanto una semplice svista possa trasformarsi in una perdita irreparabile. In queste ore, l’intera città si stringe intorno alla famiglia, mentre le autorità proseguono con le analisi per evitare che simili episodi possano ripetersi.
Un pasto domestico, un gesto di normalità, si è trasformato in una lezione amara sulla pericolosità della natura quando non la si conosce a fondo.